Appunti di stato – Italia bizzarra

Il panorama italiano, stratificazione di miopi retaggi del passato presenta alcuni aspetti bizzarri.
L’elevato tasso di evasione fiscale, per cui i cittadini usufruiscono dei servizi della collettività ma non contribuiscono al loro finanziamento. L’effetto, in parole povere, è paragonabile a quello di coloro che salgono sull’autobus senza acquistare il biglietto. Provate ad entrare in un negozio, a prendere della merce ed uscire senza pagare. Il titolare, certamente, non ne sarà entusiasta. Provate a fare lo stesso con un ristoratore: ordinate una cena, ed uscite senza pagare. Il titolare, anche in questo caso, si attiverà e utilizzerà tutti i modi, più o meno pacifici e cortesi, per pretendere quanto a lui dovuto. Lo stesso ristoratore, tuttavia, qualora non dovesse rilasciarvi una ricevuta fiscale, si comporterebbe allo stesso modo di un cliente che uscisse senza saldare il conto. È bene rendersene conto.
L’ingente quota (rispetto al Prodotto Interno Lordo – PIL) di “sommerso”, cioè di una quota non trascurabile, almeno in Italia, di economia in nero che sfugge alle rilevazioni ufficiali (attività non dichiarate, ambulanti abusivi, lavoratori non regolarmente assunti, e così via). Il nero non paga tasse né contributi. Non emette ricevute fiscali, non versa l’imposta sul valore aggiunto (IVA), l’imposta sulle attività produttive (IRAP) né quella sui redditi (IRES o IRPEF). Lo stesso soggetto, tuttavia, beneficia delle strade, spesso dell’illuminazione pubblica, delle aree verdi, dei servizi del Comune dove risiede o svolge la propria attività. Lo stesso soggetto, se aggredito nei suoi diritti, si rivolgerà agli organi di polizia, mentre se la propria salute avrà dei problemi si recherà dal medico di base o in ospedale. Tutto questo, ovviamente, a sbafo.
