Posts tagged: pubblica

Aug 25 2011

Appunti di stato – Italia bizzarra

Il panorama italiano, stratificazione di miopi retaggi del passato presenta alcuni aspetti bizzarri.

L’elevato tasso di evasione fiscale, per cui i cittadini usufruiscono dei servizi della collettività ma non contribuiscono al loro finanziamento. L’effetto, in parole povere, è paragonabile a quello di coloro che salgono sull’autobus senza acquistare il biglietto. Provate ad entrare in un negozio, a prendere della merce ed uscire senza pagare. Il titolare, certamente, non ne sarà entusiasta. Provate a fare lo stesso con un ristoratore: ordinate una cena, ed uscite senza pagare. Il titolare, anche in questo caso, si attiverà e utilizzerà tutti i modi, più o meno pacifici e cortesi, per pretendere quanto a lui dovuto. Lo stesso ristoratore, tuttavia, qualora non dovesse rilasciarvi una ricevuta fiscale, si comporterebbe allo stesso modo di un cliente che uscisse senza saldare il conto. È bene rendersene conto.

L’ingente quota (rispetto al Prodotto Interno Lordo – PIL) di “sommerso”, cioè di una quota non trascurabile, almeno in Italia, di economia in nero che sfugge alle rilevazioni ufficiali (attività non dichiarate, ambulanti abusivi, lavoratori non regolarmente assunti, e così via). Il nero non paga tasse né contributi. Non emette ricevute fiscali, non versa l’imposta sul valore aggiunto (IVA), l’imposta sulle attività produttive (IRAP) né quella sui redditi (IRES o IRPEF). Lo stesso soggetto, tuttavia, beneficia delle strade, spesso dell’illuminazione pubblica, delle aree verdi, dei servizi del Comune dove risiede o svolge la propria attività. Lo stesso soggetto, se aggredito nei suoi diritti, si rivolgerà agli organi di polizia, mentre se la propria salute avrà dei problemi si recherà dal medico di base o in ospedale. Tutto questo, ovviamente, a sbafo.

 

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May 28 2011

obiettivi per il prossimo futuro

1. diventare sottosegretario con delega allo sviluppo

2. annientare ogni forma di burocrazia in questo Paese (del cazzo, diciamolo pure)

3. ridisegnare il sistema burocratico ex novo

4. portare i più illustri, affabili e sfanculizzanti saluti agli Uffici Complicazioni Affari Semplici che rimarranno senza lavoro (ma almeno smetteranno di far girare le palle)

5. dimettersi e tornare a fare il proprio lavoro

buona notte, Italia

http://paroleverdi.blogosfere.it/images/burocrazia%20in%20italia.jpg

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Jun 25 2010

Blu blu blu, NON mi piaci tu

Si rumoreggia in questi giorni di un sondaggio promosso dal Ministero per la Funzione Pubblica (leggi: Brunetta) per accertare ufficialmente quante sono le auto blu in Italia: tante, decisamente, troppe. Se ne parla in un articolo di Repubblica (link qui). Solo il 26% degli enti interpellati ha finora risposto, portando le stime nazionali a 90 mila auto blu per un costo per la collettività di oltre 88 milioni di euro solo per finanziare le auto blu di questa piccola porzione (un quarto) del complesso degli enti locali.

Se la proiezione fosse corretta si potrebbe stimare che il parco macchine raggiunga la soglia (folle) delle oltre 350 mila unità, per un totale (stimato”) di circa 340 milioni di euro.

Si tratta di spese certamente folli, se si pensa che il più delle volte queste auto sono ferme oppure utilizzate per scopi personali e/o diversi da quella funzione propria loro spettante.

Delle 90 mila unità stimate:

  • 10 mila sono in dotazione ai politici
  • 20 mila sono a disposizione degli alti “papaveri”  e
  • 60 mila, come auto di servizio ma senza autista

Decisamente, decisamente NON CI SIAMO.

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Aug 06 2009

Questo pianissimo, casa

[Bozza]

L’occasione di un buon articolo su lavoce.info (link qui) mi porta a formulare alcune considerazioni, che strutturerò meglio prossimamente

Quello che da sempre manca a questa italietta è la capacità di vision:di scegliere cosa diventare. Ed è così che un piano casa volto ad introdurre il c.d. social housing viene trasformato in un “piano suocera” per coprire le ferite di un sistema economico vecchio e stantio, incapace di innovarsi. Perché,ovviamente, nella logica del campanile, se tira l’edilizia, tira tutto.

La falla nell’intero piano casa del governo, in entrambe le versioni 1 (piano casa) e 2 (piano di sostegno all’edilizia abitativa), consiste nell’essere troppo sbilanciato a favore di chi una casa l’ha già. Sbilanciato, perché vuol cancellare un sistema di edilizia residenziale pubblica,anziché riformarlo: avrà tanti difetti, sarà malgestito, con punte di abusivismo che al sud toccano il 98%, ma, attualmente, è l’unico strumento attivo di perequazione sociale di cui disponiamo.

E’ un piano sbilanciato perché coglie nella necessità di alloggi in affitto solo un’emergenza temporanea e non una strategia di riequilibrio del mercato per conseguire il contenimento dei prezzi nel lungo periodo.

Il business abitativo incarna quello che gli economisti definirebbero un “fallimento del mercato”. Principalmente, questo è causato dal venir meno della correlazione diretta tra rischio e rendimento, secondo cui a un maggiore rischio percepito nell’investimento viene associato un maggior rendimento richiesto dagli operatori. In un mercato in cui, le attività meno rischiose sono anche quelle più redditizie, come nel caso dell’edilizia abitativa, ne consegue una distorsione che ingenera una speculazione intrinseca che mal si concilia con la tutela di un bene primario come quello della casa. Che dovrebbe, pertanto, essere sottratto, e non affidato alla gestione dei privati.

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