Ops! Qualcosa è andato storto: chi si rivede
Qualcosa dev’essere andato storto nella democrazia in Italia. Qualcosa di nuovo, che ha il sapore d’antico. Qualcosa di bizzarro, e curioso, che offre ai giovani d’oggi la possibilità di vivere alcune scene del passato. Di un passato remoto, di una delle pagine più buie e tristi del medioevo moderno. Nacque tutto così, da una condizione di sperequazione sociale e da un malessere diffuso. Dall’assenza di uno Stato, lontano e distratto. Dall’assenza di una Giustizia, lenta e disorganizata. Dalla mancanza di considerazione da parte della Pubblica Amministrazione. Dalla presenza di un clientelarismo diffuso e dall’assenza assoluta di meritocrazia.
Della situazione di disagio la cronaca ne è piena: si va dalle gabbie salariali (link qui) alla pesante disoccupazione (link qui). E’ una situazione ideale, per il proliferare di iniziative autonome che scarichino la rabbia repressa, il desiderio di ribellione e di protagonismo dei cittadini.
Alla sera mancano i mezzi pubblici. Le forze dell’ordine rispettano l’orario di ufficio, come gli impiegati. Ad uscir di casa la sera, donne o persone sole, c’è da aver paura. Immigrati e clandestini, di ogni provenienza. Non tutti hanno cattivi comportamenti e malintenzioni. Tuttavia, lo stato di criminalità diffusa e il senso di insicurezza pervade le nostre vite.
Così, oggi come allora. sbucano i giustizieri fai-da-te. Dalle ronde padane (leggi: Guardia Nazionale Padana) alla Guardia Nazionale Italiana il passo è breve.
Ed eccoci qui, dunque. Della notizia non s’è data ampio risalto, se non in alcuni quotidiani (link qui e qui).
Si inizia così, sempre: si parte da un malessere, si affronta con la giustizia fai da te, queste ronde all’inizio funzionano e c’è fiducia ed entusiasmo. Dopo i primi atti “eroici” queste ronde diventano inarrestabili. E iniziano gli scontri, i soprusi e i poteri occulti.
E intanto Silvio se la spassa tra feste di compleanno (mi rifiuto di entrare nella polemica, ndr, link qui) e viaggi a Washington (link qui).
Che qualcosa nell’aria stia cambiando, questo è certo. Che stia cambiando in meglio, nutro forti dubbi. Non c’è traccia, almeno in superficie di certe scosse (link qui). Speriamo che le lezioni dal passato rimangano vive e indelebili. Speriamo che dagli errori del ventennio siano rimaste aperte le ferite e che non vengano occulate dal vento del revisionismo missino.