Posts tagged: politica

Jun 14 2009

Ops! Qualcosa è andato storto: chi si rivede

Qualcosa dev’essere andato storto nella democrazia in Italia. Qualcosa di nuovo, che ha il sapore d’antico. Qualcosa di bizzarro, e curioso, che offre ai giovani d’oggi la possibilità di vivere alcune scene del passato. Di un passato remoto, di una delle pagine più buie e tristi del medioevo moderno. Nacque tutto così, da una condizione di sperequazione sociale e da un malessere diffuso. Dall’assenza di uno Stato, lontano e distratto. Dall’assenza di una Giustizia, lenta e disorganizata. Dalla mancanza di considerazione da parte della Pubblica Amministrazione. Dalla presenza di un clientelarismo diffuso e dall’assenza assoluta di meritocrazia.

Della situazione di disagio la cronaca ne è piena: si va dalle gabbie salariali (link qui) alla pesante disoccupazione (link qui). E’ una situazione ideale, per il proliferare di iniziative autonome che scarichino la rabbia repressa, il desiderio di ribellione e di protagonismo dei cittadini.

Alla sera mancano i mezzi pubblici. Le forze dell’ordine rispettano l’orario di ufficio, come gli impiegati. Ad uscir di casa la sera, donne o persone sole, c’è da aver paura. Immigrati e clandestini, di ogni provenienza. Non tutti hanno cattivi comportamenti e malintenzioni. Tuttavia, lo stato di criminalità diffusa e il senso di insicurezza pervade le nostre vite.

Così, oggi come allora. sbucano i giustizieri fai-da-te. Dalle ronde padane (leggi: Guardia Nazionale Padana) alla Guardia Nazionale Italiana il passo è breve.

Ed eccoci qui, dunque. Della notizia non s’è data ampio risalto, se non in alcuni quotidiani (link qui e qui).

Si inizia così, sempre: si parte da un malessere, si affronta con la giustizia fai da te, queste ronde all’inizio funzionano e c’è fiducia ed entusiasmo. Dopo i primi atti “eroici” queste ronde diventano inarrestabili. E iniziano gli scontri, i soprusi e i poteri occulti.

E intanto Silvio se la spassa tra feste di compleanno (mi rifiuto di entrare nella polemica, ndr, link qui) e viaggi a Washington (link qui).

Che qualcosa nell’aria stia cambiando, questo è certo. Che stia cambiando in meglio, nutro forti dubbi. Non c’è traccia, almeno in superficie di certe scosse (link qui). Speriamo che le lezioni dal passato rimangano vive e indelebili. Speriamo che dagli errori del ventennio siano rimaste aperte le ferite e che non vengano occulate dal vento del revisionismo missino.

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Jun 04 2009

Una crisi da non sprecare

[bozza]

 

è l’invito di Federico Rampini (Repubblica) intervenuto al festival dell’Economia (Trento ’09). Un bell’articolo di Repubblica (link qui) invita a non disperdere la lezione di questa crisi. Il capitalismo moderno, quello più libertino,  ha preteso di esser lasciato agire incondizionatamente sulla base del ricatto di essere un sistema “efficiente”. La crisi ha fatto cadere questo assunto: il capitalismo non è malvagio ma, come ogni sistema, ha bisogno di regole, confini e binari entro cui muoversi. Tra questi, non deve più mancare una politica volta a ridurre la disuguaglianza sociale.

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Mar 24 2009

In morte dell'Alleanza

[Bozza]

 

Non l’Arca dell’Alleanza, e nemmeno un patto divino: semplicemente si è spenta ieri la memoria di Almirante.

Lungi dal sottoscritto abbracciare le posizioni di destra, per quanto profondamente legato all’amor di patria e al rispetto per la costituzione, ritengo doveroso interrompere il silenzio che da lungo impera in questo blog per ricordare la morte, ad opera di Gianfranco (per la verità son più i partiti che ha eliminato che quelli che ha guidato, e forse non è un caso), di Alleanza Nazionale, forse ultimo partito di una destra non moderata, né estremista, ma certamente fondata su dei principi (discutibili o meno) per lo meno riconoscibili e definiti.

La situazione anomala italiana è evidente: a coloro che credettero di poter sconfiggere la DC, e se la ritrovarono poi in Forza Italia e nei Democratici di Sinistra, oltre che nelle unioni (ma separati in casa) di centro etc. Il gioco del potere per il potere, del dominio occulto, delle poltrone e del Governo per raccomandazione, degli amici degli amici e degli sgarri da non fare. A loro va la mia riflessione, non certo il mio saluto, a loro va tutto il mio compatimento.

70 minuti, non dico di fuoco, ma di un cero pasquale ormai esaurito e destinato a spegnersi. E dire che la figura non era male, buona oratoria, e per certi versi si poteva pensare che fosse più di sinistra Gianfranco di tutto il partito democratico. 

Cosa resta di tutto ciò? Forse un ricordo, destinato a scomparire nel revisionismo della Storia Italiana, che porta a rivalutare il ruolo del fascismo, della mafia, e di Craxi.

Se ci fosse ancora qualcuno che  si identifica nell’ordine e nella legalità, nella libertà di coscienza e nella laicità dello Stato. Se ci fosse ancora qualcuno che vanta degli ideali, magari irraggiungibili, ma nobili e condivisibili. Se ci fosse ancora qualcuno che creda nella politica al servizio della gente, nella valorizzazione del territorio e delle risorse e che ripudia l’avidità e la brama di potere, allora questi non può che ripudiare Sforza Italia e il PDL.

Perchè la politica italiana è confusa e smarrita. Perchè i socialisti sono andati a destra e i democristiani hanno sbandato a sinistra. Perché gli eredi della prima repubblica sono ancora tra noi, e il loro esilio politico è stato usato da un uomo solo (piuttosto basso, per prestigio e per statura) che nulla ha saputo fare se non riciclarli a proprio vantaggio. Creandosi così un esercito personale di fedelissimi vassalli ai quali imporre la propria volontà di signore e padrone.

Chiudo quotando Fedele Tonfalonieri (nome alterato): “Abbiamo fatto mercato (corruzione, ndr) perché tutti lo facevano a quel tempo. E da parte mia ritengo che TUTTO CIO’ CHE NON SIA ESPRESSAMENTE VIETATO SIA CONSENTITO”. 

Sono le parole, ahimé, del presidente di Mediaset, primo cavaliere di un cavaliere stesso.

Ma la legge della forza di gravità, per nostra fortuna, parla chiaro: non c’è nulla, in auge, che prima o poi non ridiscenda, schiantandosi. Sperando solo non sia troppo tardi, per il popolo bove, di rinsavire.

Cordialmente,

EGR

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Mar 02 2009

lungimiranza…in tempi di crisi

[Bozza]

 

In tempi di crisi si dovrebbe dimostrare capacità tattica, e strategica: in una parola lungimiranza.

Guardare avanti, guardare lontano e, soprattutto, guardare oltre: una ricetta a parole semplice, nei fatti più complicata ma in Italia sembra essere addirittura impossibile. Misure a sostegno del reddito per disoccupati e precari non sono attuabili per i vincoli di bilancio dovuti al debito pubblico eccessivo. D’accordo, diciamo, ci sta. Ma che senso ha, dunque, aprire i casino (link qui) ? Spingere la gente al gioco?

Il codice civile contempla l’eccezione di giuochi e scommesse, ma a conti fatti, col gioco, con la lotteria e con l’azzardo ci guadagna solo lo Stato.

A discapito dei suoi cittadini

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Jan 26 2009

Da che pulpito

[bozza]

 

Il caro Silvio attacca Soru? Lo accusa di finanziamenti illeciti, di flussi di denaro misteriosamente arrivati a favore della sua società e di conflitto di interessi. Risultato? La solita querela per diffamazione (link qui).

 

Bizzarra sta cosa: con che coraggio fa queste dichiarazioni?

mah!

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Jan 12 2009

Perchè no, signor ministro? Why not?

[Bozza]

Si direbbe che il ministro della (in)Giustizia Alfono (nome alterato, ndr) non abbia gradito (link qui) gli interventi in difesa del pm De Magistratos (nome alterato).  Ottima idea, caro Angelotto, non trovi?

Il problema delle guerre tra procure non si risolve coi trasferimenti selvaggi. Nemmeno scatenando il braccio armato dei magistrati in seno alla destra contro italia dei valori e pd per spingerli ad approvare la riforma della giustizia.

La magistratura è il terzo potere costituzionale. Deve essere libero e indipendente. E deve assicurare l’effettivo rispetto dell’applicazione della legge perchè il sistema funzioni. Nell’italietta, tuttavia, troppo spesso questa funzione è stata fraintesa. Colpa di avvocati senza scrupoli e di leggi ad personam. Chissà…

Partito democritico

Troppe liti, troppa promiscuità e confusione nel PD. Che sia il prezzo della democrazia? Difficile da sostenere: è più che altro la conseguenza della strenua difesa dei micropoteri e microinteressi che non demordono. Se il PdL paga la natura feudale della propria organizzazione, con la figura di un signorotto (o boss) al vertice cui dipendono tutti i colonnelli e infine “el pueblo” dall’altro canto acquisisce un coordinamento senza pari nella storia della politica italiana. Il timore è che non si scateni una guerra interna e (in)civile al momento della designazione del successore.

Le guerre interne al PD, nel frattempo, sono molteplici. Ha certamente fallito il segretario Walter nella missione di omogenizzare il nucleo centrale del partito verso obiettivi nuovi, comuni e magari anche condivisibili. La rete delle alleanze, la tattica temporeggiatrice, il cercare di sotterrare il malcontento procrastinandolo e la asssenza di un leader forte e di prestigio si leggono chiaramente nell’episodio Villari e negli ultimi fatti di cronaca (link qui).

Brevettare l’idea?

La tutela della proprietà intellettuale è sacrosanta e fondamentale in un sistema economico moderno e dinamico: la possibilità di ottenere benefici economici dalle proprie innovazioni spinge al miglioramento continuo e garantisce sviluppo e prosperità. Il problema è, tuttavia, evidente: quando tutelare l’idea? Fin dal principio, quando è poco più di un’intuizione oppure richiederne un minimo di realizzazione e senso pratico? Questa seconda ipotesi mi sembra preferibile.

Suona assurdo, quindi, a chi scrive l’ultima mossa della Apple di depositare istanza di brevetto per la “idea” di un nuovo progetto di webcam (link qui).

Buona notte, Alitalia

Citiamo il buon sano Ligabue, che profeticamente scrisse il pezzo “buonanotte all’italia” ma che ben si presta ad altri scopi. Tra la notte del 12 e 13 gennaio 2009 ci sarà il passaggio di consegne (simbolico) tra la “vecchia” alitalia e la “nuova”. Già da mesi si affronta la questione, soprattutto alla luce dei sacrifici che la mala gestio del governo comporta per la cittadinanza intera, sia intermini di costi sociali sia in termini di malefici economici.

Le ultime ore sono state segnate da un fantomatico ritorno dei tedeschi di Lufthansa, soluzione di gran lunga preferibile agli accordi sigliati con Air France per diverse ragioni: nei prossimi giorni scriverò alcune considerazioni sul tema. Il ritorno comunque è solo fantomatico in quanto il governo ha prontamente declinato l’offerta (link qui).

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Jan 04 2009

De Costitutione Italiana

Lettera inviata al Presidente della Repubblica Giorno Napolitano il giorno 21 dicembre 2008

Preg.mo Presidente, Mi rivolgo a lei per esprimerle le più profonde preoccupazioni per il futuro del Nostro Paese, alla luce dei recenti attacchi che minano la fiducia verso un sistema di governo che non dimostra rispetto per i più alti poteri e che attenta integrità della Costituzione, vero e intimo fondamento della Repubblica. Non le sarà sfuggito, che nel 60° anniversario della propria Costituzione, l’Italia al pari di altri Paesi si trovi ad affrontare la più grave crisi economica che si ricordi da tempo immemore. In questi momenti si tende a dimenticare l’impegno per il bene comune: lo spirito di sopravvivenza induce a preferire l’egoismo e l’individualismo che, purtroppo, hanno caratterizzato lo sviluppo economico e sociale del Paese nell’ultimo trentennio. In questi momenti, forse più che mai, è necessario far leva sullo spirito di coesione e collaborazione e mutua collaborazione che solo un “popolo” è in grado di mostrare. Popolo cui la nostra Costituzione consegna la Sovranità, piena e unitaria, senza divisioni. Popolo che attraverso il lavoro e l’impegno, economico, civile e politico alimenta il progresso nelle arti e nelle scienze. Popolo che, tuttavia, pare mancare di coesione, di una guida e di un obiettivo comune. Un popolo che guarda al proprio focolare domestico e, assicurato questo, popolo i cui individui non manifestano altra cura che la soddisfazione dei propri interessi. Lo Stato appare lontano, come concetto e come presenza. Ne sono mancanti sia il timore, sia il rispetto. L’italianità prima che un valore economico dovrebbe riflettere un’identità comune che leghi ogni cittadino. Da questo punto di vista non vedo un impegno delle forze politiche. Non vedo una strategia, non vedo un obiettivo comune. Non vedo rispetto reciproco né collaborazione. La costituzione, nella Sua più intima essenza, non chiede a Governo e al Parlamento di guidare il Popolo, ma di rappresentarlo. Essi non dispongono della cosa comune in quanto depositari del potere ma la amministrano in virtù di un mandato. Mandato a perseguire il bene comune con onestà e integrità. Con purezza d’animo e di comportamento. Con un cursus honorum che ne rifletta le capacità, il prestigio politico, la virtù morale e l’onestà intellettuale. Individui, anzi, Consigli, che siano guidati dal rispetto per il fine ultimo del perseguimento del bene comune e del mandato stesso. Voglio pensare che anche Lei, Onorevole Presidente, si sia posto la questione che questo mandato sia di derivazione costituzionale e che un mandatario non possa, per intenzione propria, modificare forma e contenuto del mandato su cui egli stesso fonda la propria autorità. Qualora ciò avvenisse, il garante del mandato, dovrebbe prevedere forme di tutela di mandante e mandato, sostituendo il mandatario, e agendo perché ad esso venga impedito di agire per fini, pure marginali, che esulino dall’oggetto del mandato stesso. Il tema della Giustizia è altresì ricorrente nella quotidianità del Paese e, nel corso dell’anno, non sono mancati degli interventi che riflettono tentativi di ingerenza da parte dei rappresentanti dei poteri legislativo ed esecutivo nei confronti di quello giudiziario, e viceversa. Anche in questo caso, la previsione costituzionale di separazione e dialettica non sarebbero rispettate. Perdoni la mia divagazione che, voglio pensare, troverà, tuttavia attinente al tema in oggetto. Coesione, rispetto della democrazia e della libertà, perseguimento del fine ultimo, spirito guida e fondamento della repubblica: sono molteplici significati del valore che la Costituzione imprime negli italiani in quanto cittadini e in quanto uomini. Chiunque, accettando diritti ed obblighi imposti dalla cittadinanza dovrebbe mostrarsi pronto a giurare fedeltà ai dettami costituzionali. Non si può essere cittadini solo “a metà”o a talune condizioni. Si è cittadini sempre, e soggetti tutti alla medesima Legge. Invoco quindi il Suo intervento, che mi permetto di esortare, al fine che tutti i cittadini siano chiamati a giurare la propria fedeltà alla Costituzione Italiana. A partire dai rappresentanti politici, alla pubblica amministrazione, ai cittadini e persino agli immigrati. Chiunque si professi cittadino, viva o anche solo risieda sul suolo italiano, dovrebbe essere a conoscenza dei valori fondanti lo Stato e ad esso dichiararsi fedele e garante a propria volta. Questo manifestazione di fedeltà, a parere di chi scrive, avrebbe il beneficio di rafforzare l’unità nazionale richiamando tutta la nazione a unirsi sotto la bandiera, simbolo dello Stato, per ribadire ancora una volta che non vi sono divisioni ma che un solo popolo, quello italiano, si riconosce nei valori e nelle fondamenta della Repubblica. La capacità di far fronte al momento di crisi richiedono una forte coesione sociale perché l’impegno e il sacrificio sono richiesti a chiunque. Si ribadisca quindi, sul finire d’anno, la centralità della Costituzione e il suo ruolo di guida per il Paese. Ci si impegni, tutti, affinché essa sia preservata e difesa dagli attacchi delle contingenze storiche che la stessa, al pari dei cittadini, attraversa.

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Nov 30 2008

La crisi: sempre più critica

[Bozza]

Le rilevazioni dell’Istat (link qui) una volta tanto potrebbero aver colto la reale situazione del paese.

La deflazione sembra imperare: si tagliano i prezzi dell’energia e della produzione industriale, perchè la domanda è in brusco calo e le imprese riducono la produzione, dove non chiudono i battenti.

Salgono però i prezzi degli alimentari e la situazione si fa critica: si rischia di non avere risorse per i beni di prima necessità.

I vincoli sui bilanci delle famiglie si sono fatti e si faranno sentire: a qualcosa bisognerà rinunciare e checché ne dica Silvio (che coi suoi circa 10 mld di euro di patrimonio la crisi non lo sfiora minimamente) l’ottimismo non può imperare nelle folle.

Il sogno che ha venduto in campagna elettorale: la figura vincente, icona dell’italianità e della ricchezza si sta rivelando più fumo che arrosto. Anzi, fumo di scarico piuttosto che fumo da cucina.

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Nov 30 2008

Il ponte? Sempre più stretto!

[Bozza]

Non è una novità: il ponte sullo stretto di messina puzza. Di mafia, di irregolarità, di sperpero di denaro e risorse pubbliche, di stupide promesse elettorali da realizzare ad ogni costo. Perchè il popolo guarda alle grandi opere e non chiede conto di come viene investito il proprio denaro.

Ottima premessa. Davvero triste. Siamo noi i veri killer della costituzione: il popolo sovrano, che troppo demanda. E nulla controlla.

Vi ricordate del ponte? Delle critiche, delle speranze e dell’ironia del celebre ing. Cane?

A distanza di 7 anni, e dell’opera incompiuta (se mai neanche iniziata) ecco che saltano fuori le rettifiche, gli errori, i “mea culpa” (link qui)

Provaci ancora, Renzo

La notizia in sordina del giorno: non c’è il due senza il tre. Saggezza popolare? Non esattamente: piuttosto, l’ennesima brillante performance del “delfino” dell’onorevole, papà Umberto. Renzo è stato, ancora una volta, bocciato (link qui). O “segato” com’è in voga dire tra i giovani studenti. A questo punto si avanzano diverse alternative: dal Cepu, a una legge ad personam, a un ulteriore emendamento alla riforma Gelmy, o chissà cos’altro si inventeranno. La laurea serve: per immagine. Altrimenti con che coraggio sarà un politico costui?

Ma detto sinceramente: io, come politico, proprio non lo voglio.

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Nov 24 2008

Quando il fascino dei conquistati sottomette i conquistatori

[Bozza]

Nel ’94 si definiva l’homo novus della politica: la stagione di tangentopoli era prossima a concludersi e il parlamento si presentava ripulito da una serie di figure di spicco, macchiate di scandalo e corruzione, mettend in luce quello che, davvero e nostro malgrado, rappresentava il sistema Italia.

Alcuni commentatori sottolineano come ancora oggi Silvio debba dire grazie, e non andare contro, ai quei magistrati che gli hanno spianato la strada. Lui aveva bisogno della politica per salvarsi la pelle, sommerso dai debiti e colpevole di ogni sorta di delitto di cui ci si può macchiare nell’attività imprenditoriale, non ordinaria, e forse non del tutto trasparente. La politica, d’altra parte, aveva bisogno di nuove figure capaci di raccogliere masse di consenso e di governare partiti fino ad allora rimasti nell’ombra ma desiderosi di manifestare la propria presenza e ambiziosi ad assumere un ruolo istituzionale. Eccolo, il cavaliere, self-made man, pronto a “scendere in campo” come liberatore del popolo.

Per chi avesse letto “Animal Farm” di G. Orwell si ritroverebbe a credere di vedere una trasposizione cinematografica del libro. Non è cinema, Signori, è l’apparato politico italiano. Il liberatore è sempre più simile ai suoi predecessori. Arrivato nel castello e trovato il popolo in servitù, anziché procedere alla liberazione si è seduto sul trono, ormai vacante e ha imposto i suoi vassalli anziché ripristinare la democrazia. Coloro che lo acclamavano si riducono a sognare di entrare nella schiera dei fedelissimi eletti. Gli altri non possono che assistere al cambio di padrone, senza cambiamenti effettivi nel loro quotidiano di desolazione.

Pochi illuminati, motore del mondo, del progresso e del rinnovamento, guardano speranzosi al futuro. 

Questa non è una sintesi di secoli di storia medievale. E’ il racconto degli ultimi 15 anni di politica italiana, e, purtroppo per noi, forse sarà ancora lo stesso per altri 10.

Il dubbio viene, ed è forte ancora l’analogia con il testo di Orwell. Le dichiarazioni di sivlio, a loro volta, fomentano la paura e alimentano il dubbio: dov’erano, all’epoca, i 50 anni di progresso? (link qui, ndr).

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