Posts tagged: mercato

Jun 21 2010

Sull'interesse pubblico

Si dovrebbe ricordare a questo Paese che “pubblico” non significa “gratis” o “feccia” o “distruggimi” come ci hanno abituato a credere. Pubblico significa prendersi cura di un interesse collettivo che anche solo per essere tale meriterebbe una tutela speciale. Da parte di tutti.

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Jun 04 2009

Una crisi da non sprecare

[bozza]

 

è l’invito di Federico Rampini (Repubblica) intervenuto al festival dell’Economia (Trento ’09). Un bell’articolo di Repubblica (link qui) invita a non disperdere la lezione di questa crisi. Il capitalismo moderno, quello più libertino,  ha preteso di esser lasciato agire incondizionatamente sulla base del ricatto di essere un sistema “efficiente”. La crisi ha fatto cadere questo assunto: il capitalismo non è malvagio ma, come ogni sistema, ha bisogno di regole, confini e binari entro cui muoversi. Tra questi, non deve più mancare una politica volta a ridurre la disuguaglianza sociale.

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Oct 21 2008

Salam, dottor….

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[Bozza soggetta a revisione non destinata alla pubblicazione]
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I libici entrano in Unicredit (link qui), la (s)banca martoriata dal mercato negli ultimi tempi. In alcuni post precedenti segnalavo come sarebbero gradite le dimissioni del top management, o la loro sostituzione coatta, per la scarsa credibilità di cui sono depositari agli occhi del mercato. Ora tra gli azionisti vige il “placet” (link qui) di coloro che vedono arrivare capitali freschi (che non devono sborsare). Niente male, sembrerebbe un bel colpo di male. La Libia, tuttavia, non è nota per essere una benefattrice. Diviene necessario quindi chiedersi cosa è stato promesso, o cosa vogliono, i libici come contropartita.

Salvate gli alberi (e l’ambiente)

Salviamoci da noi stessi: mettete a tacere il nostro governo, per favore. Continua la battaglia sul limite alle emissioni e sul clima. Anziché cercare il dialogo l’italietta sceglie, come sempre, la strada del veto (link qui). Ribadisco e rincaro: è assurdo vedere come il ministro per l’ambiente anzichè parlare di sviluppo sostenibile si faccia paladino dell’industria (link qui).

Ovviamente, da parte sua, l’Unione Europea non può che smentire le stime italiane sui costi (link qui).

La prostituzione dei custodi di Wall Street

Quando si diceva che il mercato è sovrano si intendeva in termini di allocazione ottimale delle risorse. Ora la sovranità non viene certo messa in discussione, ma l’allocazione “ottimale”, alla luce dello statalismo certamente sì. Nuovi incentivi (link qui), certo. Mentre in Europa l’euribor continua la sua lenta (anche troppo) ma doverosa discesa (link qui), Bernanke cede al ricatto degli speculatori e prepara nuovi “incentivi”(link qui).

L’intervento del governo potrebbe anche apparire doveroso, ma rendersi galoppino dei ricatti del mercato davanti a un rischio recessione proprio può essere una strategia suicidio. Sperperare risorse ora, risorse pubbliche (dei cittadini quindi) può significare sprecare cartucce preziose e rimanere senza munizioni se la crisi dovesse continuarsi. Non è facile controllare una spirale quando implode, è come un buco nero: fuori controllo.

 

Nel frattempo

I giovani italiani bevono (link qui). Non solo i giovanissimi ma di sicuro essi sono la parte più sensibile. Anche nelle fasce intermedie non si sta tranquilli: gli incidenti di ogni week end la dicono lunga.

Per Merril Lynch si prospetta una valanga di licenziamenti (link qui).

Intervento del Papa (stavolta legittimo) sull’abbandono degli “inguaribili” (link qui).

Tradimento del luogotenente Powell: si schiera dalla parte di Obama (link qui).

Nell’italietta arriva una ventata di decenza. Peeeeecorella si ritira (link qui).

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Oct 09 2008

Ricordando Seneca

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Oct 09 2008

Quelle (mal)sane vecchie abitudini

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Il nuovo torna a sapere di vecchio. Sergio M. veniva indicato come il miglior AD che la FIAT avesse mai avuto: tanti cambiamenti, dialogo coi sindacati, niente colletti bianchi ma senso pratico, tanta innovazione, ricerca e sviluppo.

Obiettivi ambiziosi, traguardi raggiunti e soprattutto loro: gli utili, tanti, una montagna, denaro fresco, sonante per il mercato. Il titolo alle stelle, fino ai 12, 14, 18, 23 euro. Ora cosa resta? La fine di un sogno, il sogno americano. Lo stesso che alimentava CNH, la prima ad aver dato il segno della battuta d’arresto, il patimento del “crunch”.

Ancora, oggi come ieri, si torna a parlare di cassa integrazione (link qui). A pochi mesi da quando, nella scorsa primavera, FIAT presentava il bilancio migliore della sua storia. Ma il mercato è ciclico e la fase è recessiva: ecco che le vendite frenano e per l’auto si è entrati in una fase molto grigia la cui unica certezza è un rallentamento nelle vendite anche per settembre (link qui) dopo il crollo di agosto (link qui). Sebbene la quota di mercato dell’azienda torinese sia in netto miglioramento sale il timore per la revisione degli obiettivi 2009 (link qui)

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