Posts tagged: fini

Sep 28 2010

De Fini honestate

[bozza]

Che dire del presidente della Camera Fini? Poco, ma molto male.

Una strategia decisamente suicida, la sua, certamente spinta e pompata dal suo (oramai) acerrimo nemico: Silvio Berlusconi.

Ripercorrendo gli articoli de il Giornale e di Libero è da circa un anno che minaccia Fini sull’emersione di certi “dossier” sul suo conto. In realtà, Feltri, nei suoi articoli accenna a dossier artefatti, lasciando intendere una certa veritabilità oggettivabile (leggi: mistificazione dei fatti).

Senza divagare troppo, la strategia di Fini è stata quella di professare la più completa estraneità ai fatti, non potendo certo sospettare che qualcuno gli avrebbe messo alle costole persino i servizi “segreti” (anche se il loro agire è di pubblico dominio) per farlo cadere in contraddizione.

Ipotesi di reato

Se anche Fini risultasse coinvolto nell’affare della casa di Montecarlo, certo non si potrebbe profilare un ipotesi di reato di interesse pubblico. Semmai la dirigenza dell’ex movimento Alleanza Nazionale, che avrebbe ricevuto in eredità il “celebre” (da pochi giorni) appartamento potrebbe attivarsi per accertare le responsabilità patrimoniali del Presidente della Camera (che, Presidente però, all’epoca dei fatti, non era ancora). Trattasi di incauta vendita, o magari di frode o malafede, ma certo è che non sarebbe un reato di rilevanza pubblica, quali, ad esempio, la concussione o il peculato.

In gioco la credibilità

Di Fini come uomo politico: per professare la giustizia, ahinoi, bisogna essere immacolati. Non vale il principio della rilevanza, per cui un piccolo reato potrebbe venire tollerato: la tolleranza zero è il prezzo che si deve pagare quando ci si vuole erigere a paladino della giustizia. Basta poco: un evento passato, uno scheletrino nell’armadio, un qualsiasi evento e tutto il messaggio e la reputazione crollano come un castello di carta.

Una possibile strategia: la confessione

Al posto di Fini, e a freddo, bisogna riconoscere che sarebbe parso più opportuno professarsi colpevole, anche qualora si fosse innocenti.

Fini avrebbe potuto confessare un proprio coinvolgimento, anche laddove non ci fosse stato o il suo ruolo fosse stato poco chiaro: sarebbe stato denunciato, la magistratura avrebbe indagato e si sarebbe avviato un processo. Se fosse stato innocente, le prove lo avrebbero scagionato e l’accusa (e anche la confessione iniziale) sarebbero cadute di fronte all’esigenza.

Mentre i giornali del rivale Berlusconi si sarebbero scagliati fin da subito (alla faccia del garantismo) contro il Presidente predicatore pretendendone le dimissioni (sempre chiederle e mai darle), Fini avrebbe così potuto proteggere la propria famiglia. Una volta dichiarato innocente perché il fatto non sussiste (badate: non prosciolto per prescrizione), Fini avrebbe avuto gioco facile nel sostenere il favore di una magistratura che avrebbe svolto il proprio dovere, senza mostrarsi sovversiva verso il governo in carica legittimamente eletto dal popolo.

Un giudice che scagiona, a fronte delle indagini svolte dalla magistratura, sarebbe stato incociliabile con la definizione di “toghe rosse polticizzate” e lo scacco al premier sarebbe stato evidente.

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Apr 23 2010

Frainteso.

Quando Silvio ha detto di volere un partito senza secondi Fini né conFini,in molti hanno esultato al ritorno di una rinnovata moralità e a una grande visione strategica di lungo periodo.

In realtà, egli si stava solo riferendo a Gianfranco.

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Apr 10 2010

Lettere ad un Premier mai nato: Botta "a risposta"

[Bozza]

Quoto un recente articolo apparso su repubblica.it immaginando un botta a “risposta” ad alcune citazioni riportate.

I contenuti e i commenti, da intendersi come note di satira, come manifestazione del pensiero di natura personale e privo di intenti offensivi (cfr. link qui e qui).

“C’è una maggioranza di Governo che è uscita rafforzata e con un mandato chiaro. Quindi, presidente, voi ora dovete veramente dimostrare di essere il Governo del fare” [Emma Marcegaglia - Presidente Confindustria]

–> Si ma fare, a patto di FARE BENE. Altrimenti, diventa un FARE SCHIFO.

“E’ nata la figlia del ministro Gelmini e la mia imposizione è stata: la chiamiamo Emma”. [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Chissà come saranno stati contenti i genitori. E dire che un tempo si utilizzavano i nomi dei nonni.

“[...] l’esecutivo non ha nel nostro assetto alcun potere” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Ok, ma se il Parlamento è desautorato (link qui e qui), e il governo non ha potere, chi cazzo governa?

“[Mio figlio, ndr] mi ha detto che la pubblicità in Italia è cominciata a risalire e questo è un indicatore importante di come sta andando l’economia”. [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Ottima notizia: ma glielo ha detto in quanto “papi”, in quanto azionista o in quanto capo del Governo? O_O

“C’è una selva di leggi che rende difficili le cose. Bisogna disboscare la selva delle leggi fiscali, arrivare a norma certe” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Già,  le leggi sono inutili: tanto non le si rispetta

“Sulla giustizia penale vi parla il più grande imputato di tutti i tempi. Ho avuto più udienze, 2550 udienze, dei giorni che ho governato. Ho giurato sui miei figli che nessuno dei fatti che mi sono stati attribuiti, messi in campo per tenermi sulla griglia penale, sono veri” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–>Se le ipotesi investigative davvero fossero completamente prive di fondamento allora perché ricorrere alla prescrizione, all’indulto, al legittimo impedimento, etc. etc. etc.? non sarebbe più “onesto” presentarsi in aula e dire: “sono innocente?”

[ Chiede alla platea di alzare la mano se pensano di non essere mai stati intercettati: nessuno la alza. Gli chiede di alzarla se pensano di essere stati intercettati: la alzano tutti. NDR] “Vedete e non perchè avete scheletri nell’armadio, ma perchè al telefono si parla apertamente” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Beh stiamo comunque parlando di Confindustria, non dei carmelitani scalzi.

“Basta con i processi in tv”, in quella pubblica “pagata con i soldi di tutti i cittadini” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Basta con la TV pubblica: è bene che tutto passi a Mediaset, dove da 20 anni va in onda FORUM e nessuno si è mai lamentato. Dopo Chiambretti, è già pronto il contratto destinato a Santoro  per passare a Mediaset: condurrà Matrix al posto di Alessio Vinci

“Il modo giusto “è accelerare le riforme che possono aumentare la produttività. Farle quando c’è la crisi è più difficile, ma non c’è alternativa, o si fanno o ci sarà uno stress economico-finanziario”. Quali sono le riforme? “Sono quelle strutturali, fiscali e del mercato del lavoro”. [prof. Nouriel Roubinì - New York University]

–> Oh no! Questo è un professore criminoso: da notare che nelle riforme da mettere in cantiere ha citato il lavoro e si è “dimenticato” del presidenzialismo (link qui e qui). Ma chi lo ha invitato a parlare? Davanti a Silvio, poi?

“La Cisl e la Uil hanno approvato la flessibilità pur di innovare e investire. Non è normale il comportamento di chi ostacola, non è d’accordo e pone i propri veti[Raffaele Bonanni - Segretario Nazionale CISL]

–> Qui le idee sono un po’ confuse: ma il sindacato non dovrebbe difendere i lavoratori anziché gli industriali? Io non ho mai visto la Confindustria prendere le parti dei cassaintegrati di Melfi o de La Asinara. E che dire di un sindacato che, anziché ESSERE D’ACCORDO, OSTACOLA? Che cattivello, direi pure criminoso

“Noi dobbiamo liberare il lavoro e lo dobbiamo fare soprattutto in un Paese come il nostro dove è stato caricato da un sovraccarico ideologico” [Maurizio Sacconi - Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali]

–> già, dobbiamo liberare il lavoro dai LAVORATORI e al loro posto metterci degli schiavi, e che ringrazino se lavorano e vengano pagati. Il precariato è un bene no? (cfr. Tremonti, link qui)

Organizziamo insieme una difesa della cultura del lavoro rispetto a quel nichilismo che purtroppo dagli anni Settanta, dai peggiori anni della nostra vita per coloro che li hanno vissuti, si è diffuso con effetti perversi negli ambiti dell’educazione in modo particolare, oltre che nell’editoria e nella magistratura [...] che si siano infrattati in questi ambiti lavorativi per una scelta molto più banale: sempre meglio che lavorare”. [Maurizio Sacconi - Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali]

–> Una premessa doverosa: si potrebbe dire lo stesso di certi politici. Poi perché solo nell’editoria e nella magistratura? Non possono essere nell’edilizia, nella finanza, nella grande distribuzione, nei mezzi di comunicazione di massa? Ops, casualmente tutti questi settori hanno un denominatore in comune: chissà chi è.

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Mar 24 2009

In morte dell'Alleanza

[Bozza]

 

Non l’Arca dell’Alleanza, e nemmeno un patto divino: semplicemente si è spenta ieri la memoria di Almirante.

Lungi dal sottoscritto abbracciare le posizioni di destra, per quanto profondamente legato all’amor di patria e al rispetto per la costituzione, ritengo doveroso interrompere il silenzio che da lungo impera in questo blog per ricordare la morte, ad opera di Gianfranco (per la verità son più i partiti che ha eliminato che quelli che ha guidato, e forse non è un caso), di Alleanza Nazionale, forse ultimo partito di una destra non moderata, né estremista, ma certamente fondata su dei principi (discutibili o meno) per lo meno riconoscibili e definiti.

La situazione anomala italiana è evidente: a coloro che credettero di poter sconfiggere la DC, e se la ritrovarono poi in Forza Italia e nei Democratici di Sinistra, oltre che nelle unioni (ma separati in casa) di centro etc. Il gioco del potere per il potere, del dominio occulto, delle poltrone e del Governo per raccomandazione, degli amici degli amici e degli sgarri da non fare. A loro va la mia riflessione, non certo il mio saluto, a loro va tutto il mio compatimento.

70 minuti, non dico di fuoco, ma di un cero pasquale ormai esaurito e destinato a spegnersi. E dire che la figura non era male, buona oratoria, e per certi versi si poteva pensare che fosse più di sinistra Gianfranco di tutto il partito democratico. 

Cosa resta di tutto ciò? Forse un ricordo, destinato a scomparire nel revisionismo della Storia Italiana, che porta a rivalutare il ruolo del fascismo, della mafia, e di Craxi.

Se ci fosse ancora qualcuno che  si identifica nell’ordine e nella legalità, nella libertà di coscienza e nella laicità dello Stato. Se ci fosse ancora qualcuno che vanta degli ideali, magari irraggiungibili, ma nobili e condivisibili. Se ci fosse ancora qualcuno che creda nella politica al servizio della gente, nella valorizzazione del territorio e delle risorse e che ripudia l’avidità e la brama di potere, allora questi non può che ripudiare Sforza Italia e il PDL.

Perchè la politica italiana è confusa e smarrita. Perchè i socialisti sono andati a destra e i democristiani hanno sbandato a sinistra. Perché gli eredi della prima repubblica sono ancora tra noi, e il loro esilio politico è stato usato da un uomo solo (piuttosto basso, per prestigio e per statura) che nulla ha saputo fare se non riciclarli a proprio vantaggio. Creandosi così un esercito personale di fedelissimi vassalli ai quali imporre la propria volontà di signore e padrone.

Chiudo quotando Fedele Tonfalonieri (nome alterato): “Abbiamo fatto mercato (corruzione, ndr) perché tutti lo facevano a quel tempo. E da parte mia ritengo che TUTTO CIO’ CHE NON SIA ESPRESSAMENTE VIETATO SIA CONSENTITO”. 

Sono le parole, ahimé, del presidente di Mediaset, primo cavaliere di un cavaliere stesso.

Ma la legge della forza di gravità, per nostra fortuna, parla chiaro: non c’è nulla, in auge, che prima o poi non ridiscenda, schiantandosi. Sperando solo non sia troppo tardi, per il popolo bove, di rinsavire.

Cordialmente,

EGR

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