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l'alba del giorno dopo
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Ed eccomi qui a scrivere. Dall’aereoporto di Bangalore dove ho atteso l’alba. È il prezzo da pagare quando si è una new entry, e l’università apre alle 9.
Il viaggio tutto sommato è stato gradevole, sono riuscito a vedere un film (NEXT) che mi ispirava molto. Alla fine è stato un po’ deludente, poiché bella l’idea ma sviluppata (e soprattutto conclusa) male.
Ma tornando a parlare di aeroporti. Londra è un vero incubo e a livello di regole e divieti si appresta a diventare la terza in successione dopo la chiesa cattolica e lo stato italiano.
In India i controlli sono molto molto severi. Il metal detector è in legno e poiché non hanno vaschette porta oggetti mi han fatto passare tenendo tutto in mano. Il rilevatore sembrava un perfetto albero di natale e la guardia era compiaciuta di sentirlo suonare ma non mi ha detto nulla. Forse aveva letto male le istruzioni.
Il collega ai raggi X ancora meglio. Dato che il mio bagaglio a mano suppliva alla impossibilità di portarmi la scrivania effettivamente ho dovuto convenire che apparissero forme bizzarre sul monitor dello strumento. Peccato che mentre a Linate e a Londra mi abbiano visionato lo zaino (ma nessuno ha avuto il coraggio o l’ardire di chiedermi di estrarre il contenuto talmente era compresso) tra gli auguri dei primi e i sorrisi (eh beata ingenuità) dei secondi, i simpatici indiani mi hanno solo chiesto quanti computer trasportassi (come se il mio zaino ne potesse contenere 10’000).
Eh fossero davvero queste le problematiche aeroportuali i terroristi sarebbero già padroni del mondo.
Tra l’altro spacciano Bangalore per la città del software. E non fanno portare più di un computer?!?!? Sarebbe come proibire in Sardegna il possesso di più di uno yacht a famiglia. Davvero una coerenza unica.
Ieri, per i lettori, ma l’altro ieri per me, mi preoccupavo del fatto che sul sito web di questo aeroporto mostrassero solo i programmi di sviluppo e non i servizi offerti. Ed ecco spiegata la ragione: non ce ne sono! Se penso che a Londra volevano vendermi una Maserati e che qui non c’è neanche un bar mi prende la depressione. Tre soli nastri di ritiro bagagli. Di cui due resi dormitorio per i pellegrini. Cambiavalute. A occhio quattrocento carrelli per i bagagli contro una media di quindici utilizzatori all’ora corredano il tutto. Ovviamente un atm per i prelievi. Ma solo circuito mastercard. Che non serve solo per tutto il resto quindi. C’è la guardia che ogni tanto mi guarda sconsolata e mi sorride. Credo in cuor suo abbia desiderato di arrestarmi un paio di volte perché passeggio in aeroporto. Ha anche dovuto chiamare un interprete perché lui parla inglese come io lo swahili. Interprete che credo lo abbia fanculizzato amichevolmente visto che mi ha lasciato rientrare fino al confine degli sbarchi.
Tra poco finalmente me ne vado. Ma la cosa veramente preoccupante è che il vero viaggio comincia ora.
Cabin crew ready to take off J
EGR
taking off
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h. sconosciuta facciamo h.15.40 di londra del 29agosto
Ed eccoci qui a scrivere sull’aereo.. Fa fin freddo.. Stiamo volando a 10800m di quota e fuori il termometro segna -52gradi.. Una sorta di freezer naturale al cui solo pensiero vengono i brividi. Per non parlare poi della velocità di crociera di 1005 km/h (ovviamente è quel 5 finale a fare la differenza).
Due cose sorprendenti: non funzionano le mie cuffie. In compenso lo shrek terzo del mio vicino (/a non identificato) sembra un concerto di Bon Jovi. La seconda è che per la prima volta in vita mia ho “Cenato” (e qui starebbe bene un condizionale che suoni tipo “cenaterei” per rendere meglio l’idea) alle 3 di pomeriggio! Eh si perché qui tutto funziona in base alla destinazione, quindi anche cibo e orario. Menzione d’onore va sicuramente alla cena. A base di burro in cui navigavano a guisa di contorno chicchi di pollo e pezzi di riso (ma potrebbe anche essere viceversa. La pappetta strana l’ho solo assaggiata. E vi risparmio anche le fotografie. Elementare Watson? Tuttaltro! Preferisco davvero non indagare oltre.
Il freddo che fa su quest’aereo farebbe sembrare Londra un paradiso tropicale. Ringrazio anche il pilota che ci assicura un discreto digestivo a base di turbolenze..
Non avrei mai pensato di sorvolare l’Ucraina. Ma su sa l’avventura vera non è ancora iniziata.
Sono le 4 x i londinesi, e anche per me che ormai mi sono abituato..ma sono le 9passate x gli indiani ed è impressionante come sia possibile cavalcare il tempo. Che è una misura convenzionale.
Ma certamente affascinante.
si dice
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si dice…
che la Storia processi i fatti e non le intenzioni
che per quanto uno possa essere un grande uomo nelle idee
non è che un fallito se non sia disposto a fare un fagotto dei propri tesori
e partire alla ricerca di ciò che sente mancare al suo cuore.
si dice, dicono in molti, e dico anch’io
che napoleone, nelle intenzioni di waterloo, fu certo galantuomo
ma nei fatti, della Storia ingrata, ne resta solo un povero sfigato
disse un tale, di nome amleto, se fosse meglio
combattere le ingiustizie della vita
o accettarle passivamente
ma questo no, mai,
perchè nulla lascio d’intentato
e in ogni giorno, in questo mio cammino
a braccio teso contro il fato
affronto, sfido e scelgo
il mio destino
giocarsi il culo =P
E se a quest’età
e se a quest’età le passioni
sono intense, e durano nell’attimo
che mai sarà di quell’amor
che molti inseguono
e pochi vivono
in rari attimi
e qui e ora e poi
diverse etadi
e amori intensi, e attimi interminabili
e amori stabili, protratti e rinnovati
e l’amor privato di sostanza può guardar l’eterno di una vita condivisa
ma non vissuta.
ti chiedo solo,di concedermi quell’attimo,
quel soffio flebile di vita, da labbra
avverso a labbra
che assecondi l’impeto che nel petto rechi
non rifiutarmi ancora questo
un’altra volta no
per altre ancora
e ridi alla disperazione
di certe mie parole
inginocchiate,sottomesse
ad ogni mio disio
amore mio
arrenditi
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E.G.R. (C)2003
Passeggiare di sera
.
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Lo sai com’è,
passeggiare di sera,
assaporare
sulle labbra, l’umidità dell’aria
e notare come l’ombra
dei tuoi passi
si dissimuli,
tra il dissolversi degli alberi,
distorta dalla luna.
Rallenta il passo,
proprio ora, si direbbe
ci stiamo avvicinando
come nuvole, scorriamo
su piani diversi
senza sovrapporci
senza,
incontrarci
senza,
speranza
solo,
una nuotata
sospesi tra le stelle.
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E.G.R. (C)2003
Cosa ci può essere di + piacevole
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Cosa ci può esser di più bello, che sedersi in un prato, sovrastati da un tetto macchiato d nuvole interrotte a tratti da brevi, ma intensi, spiragli di sole e percepire il zap-zap di passerotti che saltellano tra gli steli umidi, alla ricerca di qualche vermicello o di altre ignare prede la cui unica difesa è nascondersi. E in questo luogo solitario, distante quanto basta dal sentiero e a sufficienza dal bosco, per privarci dalla contemplazione di cervi e di ruscelli, feticci dei poeti, serenamente scorgere un posto in cui sedersi e aprire un diario per disporsi a tracciare qualche subitaneo pensiero, che gocce di pioggia si prestano rapidamente a raccogliere e ad effondere e confondere in un unico alone di azzurro scolorito. E qui notare come la pagina un tempo intonsa del diario sia divenuta lo specchio prediletto in cui il cielo si posa a rimirar la sua figura e parimenti noi col nostro stilo apporre il nome nostro, accanto al suo, e quindi un fiore il cui stelo sagomato sia idolo di quel momento che tra lampi e tuoni precede il temporale.
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E.G.R. (C)2003
l'amore grissino
perchè io, SONO
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“Perché io sono, non importa cosa, chi, come né niente altro.
Non fare domande, non porti il problema di ricevere risposte. Non le otterrai, le dovrai trovare.
La vita è solo un labirinto, e dovrai districarti in questo mondo, x’ non l’hai mai fatto, non ci sperare. Apri gli occhi, GUARDA!
Vedrai solo paura, egoismo, intolleranza, velocità, ipocrisia.
La vera tristezza è che si mente talmente spesso e bene, che nella bugia e nella menzogna, nelle immagini costruite e generate, nelle illusioni allestite, nelle finzioni, si è sinceri.
Chiudi gli occhi, dimentica ciò che hai visto.
Apri gli occhi, e smetti di guardare. Perditi in te stesso e raggiungi l’intuizione. Ora cercherai un qualcosa dove la reale e credibile funzioni. Ora smantelli, decodifichi, osservi, deduci, programmi, riassembli. Ora DOMINI.
Benvenuto, ora sei dei nostri.
It’s not easy
to be ME”
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Copyright E.G.R (C) 2002
Manifesto della Philosophia dell’hacking
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