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[Bozza soggetta a revisione non destinata alla pubblicazione]
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Il commento di oggi (dopo lunghi giorni d’assenza, sono desolato) è rivolto alle dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della FIAT e del Ministro per l’Ambiente (link qui). La commissione Ambiente dell’europarlamento ha (ovviamente) respinto la mozione per il rinvio dell’applicazione dei parametri più restrittivi sulle emissioni inquinanti da parte dei costruttori di automobili. Pesanti sanzioni sono previsti per quei soggetti che non si adeguino tempestivamente. Ovviamente l’AD della FIAT ha subito messo le mani avanti, opponendosi all’applicazione di queste norme anteponendovi gli interessi economici dei costruttori di automobili. La questione appare semplice: quando il mercato tira ci si fa portatori dell’esigenza di rinnovamento, ricerca e sviluppo di nuovi prodotti per salvaguardare la competitività. Si sviluppano nuovi modelli, si realizzano campagne marketing e spot adeguati. Quando il mercato rallenta non ci si fa scrupoli e ci si prepara a ignorare qualsiasi regola, pur di trarre profitto. FIAT, infatti, ha avuto un andamento altalenante seppur non completamente negativo (link qui).
Scandalosa è la voce del Ministro (la stessa persona che un tempo si occupava di questioni sociali, pari opportunità etc) che ha dichiarato come “siano gli impegni internazionali a doversi adeguare alla realtà italiana” e come “il governo ha il dovere di difendere la nostra industria”. Ora, capisco la difesa dell’italianità ma qui si scade nel ridicolo! Il ministro dell’ambiente NON deve difendere l’industria. Per quello ci sono gli appositi ministeri delle attività produttive e dello sviluppo economico (che ovviamente non impiantano foreste e non riducono le emissioni di gas inquinanti).
Quello che un Ministro dell’Ambiente, degno di tale nome e tale ruolo, deve fare è invece salvaguardare l’ambiente in ogni tempo e modo, anche affrontando i “poteri forti” pur di assicurare che lo sviluppo del paese (suona una barzelletta in Italia, me ne rendo conto, ma almeno a parole bisogna crederci) sia “sostenibile” cioè accompagnato da una politiche volte a ridurre l’impatto ambientale. Giustamente dopo un ministro della giustizia che ostacola la magistratura e un ministro dell’istruzione che licenzia gli insegnanti è giusto che il ministro dell’ambiente difenda l’industria.
Caro Giulio (ministro dell’economia), a quando il fallimento dello stato italiano? Oppure vuoi occuparti tu degli insegnanti, visto che qui nessuno rispetta il proprio ruolo.
Quel pasticcio della politica (i nomi sono volutamente “alterati”)
Incredibile come i nostri politici riescano a litigare su tutto: anche sul presidente della commissione di vigilanza RAI (link qui). Di Dietro che attacca Napolitono (e due, la prima volta fu al No CAV day). Peltroni che attacca Di Dietro e difende Napolitono. Gaspurghi che, con una faccia tosta oltre misura, invoca un candidato che rispetti le istituzioni. Sembra di essere a una puntata di una trasmissione di canale 5. Potremmo inaugurarla. Le figure di spicco dei protagonisti ci sono: li chiameremo poltronisti. Non vince chi corteggia meglio: vince chi occupa più poltrone. Niente male, che bel futuro.
Rincarano le tariffe
Ancora, e più del previsto (link qui).
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Continua il salvataggio delle banche
Banche, che vengono nazionalizzate. L’ultima notizia riguarda il Belgio (link qui). Da notare, che già 70 anni questa era la strategia di Mussolini in Italia. Hai visto mai che ci avesse visto giusto? Oppure sono i governanti (di tutti i paesi europei) che assecondano le malefatte dei banchieri e sostengono il timore della gente? Il tutto sotto gli occhi dei commissari UE che invocano misure condivise tra i vari governi (link qui).
Quell’aspettiva selvaggia
La questione degli sportivi nell’italietta appare piuttosto strana. Si, sono gli stessi sportivi che invocavano un taglio delle tasse, da Pechino. E’ di oggi la notizia che Ghita (la Granbassi, campionessa di scherma, ndr) ha preso un’aspettativa dall’Arma dei Carabinieri (link qui). Funziona così: i calciatori hanno i loro ingaggi. Le stelle del nuoto, molte, sono sotto contratto coi loro sponsor e le loro società sportive. Tutti gli altri sport (scherma, lotta greco romana, tiro al piattello, sci etc) sono finanziati dalle “forze armate”. Armate di fioretto e sciabola in questo caso. Succede quindi che gli sportivi entrino nell’arma per meriti e capacità atletico-sportive. Si allenino costantemente, spesati dallo stato che garantisce loro uno stipendio come ogni esponente dei corpi di appartenenza. Dall’inizio della loro carriera, quando sono perfetti sconosiuti, anche quando perdono o non vincono. Lo Stato c’è sempre e foraggia. Da notare: queste persone non prestano servizio (se non alle parate). Non vanno di pattuglia, non sorvegliano, non proteggono, non arrestano criminali: si allenano e basta. Dunque mi sembra bizzarro che appena un po’ di notorietà possa (oltre a dare alla testa) portale loro successo e ori (inteso come denario, nuovi sponsor) questi lascino il proprio “corpo” di appartenenza per poter incassare tutti i denari. Volete lasciare l’Arma? Volete il successo? Volete la ricchezza? Non c’è niente di male: allora restituite quanto lo stato ha speso per voi (vitto, alloggio, istruttori, allenamenti, viaggi e trasferte per le gare) rivalutato al giusto tasso di interesse e poi incassate pure tutti gli sponsor che volete. Fino a che una legge non imporrà questo per gli sportivi allora non ci sarà equità ed essi continueranno ad approfittarne, spremendo le casse pubbliche come se niente fosse, ma senza rimpinguarle, pur di assecondare i propri interessi.
Nuovo “sì” per Alitalia
Non essendoci alternative, ostacolate da Silvio pur di salvare la propria faccia (a spese dei cittadini) davanti alla promessa elettorale anche gli Assistenti di volo firmano (link qui)ed è un nuovo tassello nel puzzle che volge a completarsi.