Posts tagged: apple

Oct 06 2011

Goodbye Steve, Stay foolish, Stay hungry

Steve jobs died at 56

He couldn’t go without having seen its beloved creatures’s last product: iPhone 4S

We all suffered for Mr. Jobs’ death at 56.

He contributed to write more than one of the most important pages in the IT industry, and we all are thankful for what he did.

Goodbye Steve

www.apple.com/stevejobs

One of his most famous quotes

“Your time is limited, so don’t waste it living someone else’s life. Don’t be trapped by dogma — which is living with the results of other people’s thinking. Have the courage to follow your heart and intuition. They somehow already know what you truly want to become. Everything else is secondary”

Steve Jobs\’ 2005 Stanford Commencement Address

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Apr 25 2011

E poi ci chiediamo perchè l’iphone ha tanto successo

LG Optimus One

 

E poi ci chiediamo perché l’iPhone ha tanto successo. Non è difficile. 3 settimane fa, per sostituire un LG Optimus 7 che mi avevano rubato in metropolitana a Roma (li mortacci loro!) ho comprato un LG Optimus One, un terminale carino, semplice, che monta OS Android Froyo 2.2 e un hardware che, seppure non entusiasmante, resta comunque di tutto rispetto.

Da qualche tempo, quasi fin da subito, mi compare la notifica che un aggiornamento del firmware è disponibile. Non che ce ne fosse bisogno, almeno da parte mia, per il mio utilizzo (è un muletto, e lo uso solo per avere utilizzo costante di google talk) funziona già piuttosto bene quella attuale e, personalmente, non ho riscontrato i bug di cui leggo online.

Decido comunque di aggiornarlo: l’anima da nerd non si smentisce mai visto che l’aggiornamento verrebbe fatto solo per il gusto di avere un prodotto allineato, e non per un’effettiva necessità. Nonostante i diversi tentativi, purtroppo, l’aggiornamento non va a buon fine, il telefono va riavviato e nonostante dialoghi col pc non accetta il software più recente.

Mi informo e documento con qualche ricerca online e scopro che il problema potrebbe essere legato alla versione di windows del mio pc: un win 7 professional a 64bit che sembra non piacere al software di aggiornamento di LG. Che dire? Ore perse, nessuna soluzione ufficiale  e poche spiegazioni plausibili (in informatica non si sa mai) che non portano a nessuna soluzione reale. Dopo ore e svariati tentativi accantono l’idea. E sorrido sornione guardando il mio iphone, che avrà parecchi difetti (tra cui la scandalosa durata della batteria, che nei giorni di utilizzi più intensi non arriva alle 6ore!) ma decisamente sull’interfaccia utente apple ha fatto centro.

Ciao Google!

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Jul 04 2010

La sfida dell’impensabile – #unTHINKables – Part TWO

[DRAFT / BOZZA] WORK IN PROGRESS

unthinkables logo

Ci eravamo “salutati” qualche settimana fa con il primo post su UNTHINKABLES (link qui), l’evento organizzato dalla Bocconi Alumni Association il 18 e il 19 giugno.

Alla prima parte segue ora questo secondo intervento, sul tema WAVES, “La forma del Cambiamento nelle Relazioni”, oggetto della seconda sessione.

Apre la sessione il prof. Valdani, offrendo una relazione dal titolo: “The Challenges of the New Generation“. Valdani riporta il risultato di una ricerca in cui è stato chiesto al campione intervistato qual è stato l’evento più imprevedibile che ricordasse. I risultati sono curiosi:

  1. l’incapacità di risolvere la crisi del pozzo di petrolio nel golfo del Messico
  2. l’instabilità del sistema finanziario
  3. l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajkull e il blocco del traffico aereo
  4. la disoccupazione
  5. il turismo spaziale
  6. la vittoria dei tre titoli da parte dell’Inter

Attenzione, ricorda Valdani, a non incorrere nell’effetto tunnel: seguire, cioé, chi sta davanti con un focus eccessivo sull’obiettivo, perdendo di vista cosa accade intorno e cosa ci circonda. L’occhio umano, in natura, percepisce il focus solo per il 5%. Le imprese, al contrario, sono solo focalizzate. Si origina quindi un problema quando l’attività aziendale è caratterizzata dalla troppa previsione a discapito dell’anticipazione. Questo aspetto è anche legato al fatto che le imprese non misurano l’impatto di ciò che da esse non viene fatto.

L’attenzione si sposta quindi sulle 3 “onde”

1 – Open Leadership e processi di co – creazione nella cultura dell’accesso

Nelle Comunità è solo l’1% che genera il cambiamento, il restante 99% è massa, the crowd, che lo riceve e porta avanti. Facebook, YouTube, i blog, si assiste allo spostamento dal “cloud computing” al “cloud thinking” al mondo del “3.0″. Internet 3.0 sarà un’intelligenza cosmica e umana.

2 – Downturn: l’era delle aspettative decrescenti

C’è crisi ma le persone mantengono la fiducia. Si assiste all’avvento di una certa forma di “sobrietà discrezionale” e a un downgrading verso i valori più tradizionali. Una sorta di low cost di valori, di ritorno al fai-da-te attraverso la nascita di una categoria, quella dei “dilettanti istruiti” che attuano il “wiki how”, imparando e mettendosi in gioco on-line.

La metamorfosi è del prodotto: da AVERE al BEN-ESSERE al CO-ESSERE trasformando radicalmente l’esigenza di customer experience finora concepita. Il valore percepito del prodotto si sposta così dall’essere un valore di “possesso” per trasformarsi in un valore di “interazione”.

3 – Orientamento verso l’etica: nascono i ribelli del mercato

Il potere sta sempre più passando dal brand ai consumatori. Il vecchio marketing era concentrato sull’offrire ampia disponibilità di prodotti di massa. Oggi è l’ INTERAZIONE ad essere la nuova priorità e i consumatori acquistano un’ ESPERIENZA, piuttosto che un prodotto. I prodotti e i servizi, quindi, devono diventare dei media.

La parola passa quindi a Nerio Alessandri, il fondatore di Technogym, che presenta il tema de “Il Ritmo delle Nuove Necessità”. Da subito, Alessandri, sottolinea come la CREATIVITÀ sia l’unico driver di tecnologia, mentre tutto il resto diventerà una commodity. I principi guida di Technogym sono rimasti, da sempre, gli stessi:

  • mettere in moto le persone
  • sicurezza
  • mix di funzionalità ed estetica
  • brand

Il tutto, messo insieme da un motto: “SE FUNZIONA, E’ OBSOLETO“. Anticipare i tempi richiede, tra l’altro, un coinvolgimento del cliente. Coinvolgimento che è anche quello di utilizzare i prodotti in azienda essendo al contempo produttori e clienti. Questo per offrire al cliente un’esperienza di valore. Incoscienza, inconsapevolezza e rischio sono i tre driver principale dell’INNOVAZIONE. Innovazione che impone un cambiamento continuo. Innovare significa quindi poter CREARE e poter essere creativi. L’innovazione è facile quando si è pionieri, poi è più difficile: quando si ha successo, non si ha più “fame”.

L’obiettivo di Technogym di creare prodotti unici e irresistibili ha aiutato ad alimentare questo processo di innovazione continua. La crisi, da questo punto di vista, ha creato una forte discontinuità. Solo i VALORI possono dunque rendere eterna un’azienda. Per Technogym l’obiettivo è rimasto quello di rendere il wellness accessibile alle persone, obiettivo accompagnato dal credo che “stare bene conviene”, tanto alle singole persone, quanto alle comunità e agli Stati.

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Jan 12 2009

Perchè no, signor ministro? Why not?

[Bozza]

Si direbbe che il ministro della (in)Giustizia Alfono (nome alterato, ndr) non abbia gradito (link qui) gli interventi in difesa del pm De Magistratos (nome alterato).  Ottima idea, caro Angelotto, non trovi?

Il problema delle guerre tra procure non si risolve coi trasferimenti selvaggi. Nemmeno scatenando il braccio armato dei magistrati in seno alla destra contro italia dei valori e pd per spingerli ad approvare la riforma della giustizia.

La magistratura è il terzo potere costituzionale. Deve essere libero e indipendente. E deve assicurare l’effettivo rispetto dell’applicazione della legge perchè il sistema funzioni. Nell’italietta, tuttavia, troppo spesso questa funzione è stata fraintesa. Colpa di avvocati senza scrupoli e di leggi ad personam. Chissà…

Partito democritico

Troppe liti, troppa promiscuità e confusione nel PD. Che sia il prezzo della democrazia? Difficile da sostenere: è più che altro la conseguenza della strenua difesa dei micropoteri e microinteressi che non demordono. Se il PdL paga la natura feudale della propria organizzazione, con la figura di un signorotto (o boss) al vertice cui dipendono tutti i colonnelli e infine “el pueblo” dall’altro canto acquisisce un coordinamento senza pari nella storia della politica italiana. Il timore è che non si scateni una guerra interna e (in)civile al momento della designazione del successore.

Le guerre interne al PD, nel frattempo, sono molteplici. Ha certamente fallito il segretario Walter nella missione di omogenizzare il nucleo centrale del partito verso obiettivi nuovi, comuni e magari anche condivisibili. La rete delle alleanze, la tattica temporeggiatrice, il cercare di sotterrare il malcontento procrastinandolo e la asssenza di un leader forte e di prestigio si leggono chiaramente nell’episodio Villari e negli ultimi fatti di cronaca (link qui).

Brevettare l’idea?

La tutela della proprietà intellettuale è sacrosanta e fondamentale in un sistema economico moderno e dinamico: la possibilità di ottenere benefici economici dalle proprie innovazioni spinge al miglioramento continuo e garantisce sviluppo e prosperità. Il problema è, tuttavia, evidente: quando tutelare l’idea? Fin dal principio, quando è poco più di un’intuizione oppure richiederne un minimo di realizzazione e senso pratico? Questa seconda ipotesi mi sembra preferibile.

Suona assurdo, quindi, a chi scrive l’ultima mossa della Apple di depositare istanza di brevetto per la “idea” di un nuovo progetto di webcam (link qui).

Buona notte, Alitalia

Citiamo il buon sano Ligabue, che profeticamente scrisse il pezzo “buonanotte all’italia” ma che ben si presta ad altri scopi. Tra la notte del 12 e 13 gennaio 2009 ci sarà il passaggio di consegne (simbolico) tra la “vecchia” alitalia e la “nuova”. Già da mesi si affronta la questione, soprattutto alla luce dei sacrifici che la mala gestio del governo comporta per la cittadinanza intera, sia intermini di costi sociali sia in termini di malefici economici.

Le ultime ore sono state segnate da un fantomatico ritorno dei tedeschi di Lufthansa, soluzione di gran lunga preferibile agli accordi sigliati con Air France per diverse ragioni: nei prossimi giorni scriverò alcune considerazioni sul tema. Il ritorno comunque è solo fantomatico in quanto il governo ha prontamente declinato l’offerta (link qui).

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