Category: economia

May 28 2011

obiettivi per il prossimo futuro

1. diventare sottosegretario con delega allo sviluppo

2. annientare ogni forma di burocrazia in questo Paese (del cazzo, diciamolo pure)

3. ridisegnare il sistema burocratico ex novo

4. portare i più illustri, affabili e sfanculizzanti saluti agli Uffici Complicazioni Affari Semplici che rimarranno senza lavoro (ma almeno smetteranno di far girare le palle)

5. dimettersi e tornare a fare il proprio lavoro

buona notte, Italia

http://paroleverdi.blogosfere.it/images/burocrazia%20in%20italia.jpg

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Jul 09 2010

De Romae Taxis

Roma, stazione termini 7 luglio, h 9.30.
Lunga coda di gente in attesa per il taxi di macchine al parcheggio non ce ne sono. In compenso, i caporali aspettano che i viaggiatori arrivino e al grido di “tacsi, tacsi, tacchesi, siggnò”  propongano loro, immediatamente e senza attesa, di scorrazzarli verso qualsiasi destinazione desiderino. A prezzi un po’ gonfiati, in effetti. Personalmente, mi son sentito chiedere 25 euro per la distanza Termini – Via XX Settembre (1km). Non è un caso, tra l’altro, che i taxi non siano parcheggiati nelle apposite corsie di carico (dove si formano code lunghissime) ma siano parcheggiati sul retro, così da inflazionare un po’ il mercato, e spaventare un po’ i turisti, così da indurli ad accettare l’estorsione.
Chiacchierando con i carabinieri presenti, lamentando questa situazione mi sono sentito rispondere che, anche vedendo queste situazioni, loro non possono intervenire di loro iniziativa in quanto la competenza in materia è della polizia locale. Forse, allora, non è del tutto un caso che a presidiare la stazione ci siano poliziotti e carabinieri e non la polizia locale. Che dire?
La risposta in un videoclip di Masini
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Jul 04 2010

La sfida dell’impensabile – #unTHINKables – Part TWO

[DRAFT / BOZZA] WORK IN PROGRESS

unthinkables logo

Ci eravamo “salutati” qualche settimana fa con il primo post su UNTHINKABLES (link qui), l’evento organizzato dalla Bocconi Alumni Association il 18 e il 19 giugno.

Alla prima parte segue ora questo secondo intervento, sul tema WAVES, “La forma del Cambiamento nelle Relazioni”, oggetto della seconda sessione.

Apre la sessione il prof. Valdani, offrendo una relazione dal titolo: “The Challenges of the New Generation“. Valdani riporta il risultato di una ricerca in cui è stato chiesto al campione intervistato qual è stato l’evento più imprevedibile che ricordasse. I risultati sono curiosi:

  1. l’incapacità di risolvere la crisi del pozzo di petrolio nel golfo del Messico
  2. l’instabilità del sistema finanziario
  3. l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajkull e il blocco del traffico aereo
  4. la disoccupazione
  5. il turismo spaziale
  6. la vittoria dei tre titoli da parte dell’Inter

Attenzione, ricorda Valdani, a non incorrere nell’effetto tunnel: seguire, cioé, chi sta davanti con un focus eccessivo sull’obiettivo, perdendo di vista cosa accade intorno e cosa ci circonda. L’occhio umano, in natura, percepisce il focus solo per il 5%. Le imprese, al contrario, sono solo focalizzate. Si origina quindi un problema quando l’attività aziendale è caratterizzata dalla troppa previsione a discapito dell’anticipazione. Questo aspetto è anche legato al fatto che le imprese non misurano l’impatto di ciò che da esse non viene fatto.

L’attenzione si sposta quindi sulle 3 “onde”

1 – Open Leadership e processi di co – creazione nella cultura dell’accesso

Nelle Comunità è solo l’1% che genera il cambiamento, il restante 99% è massa, the crowd, che lo riceve e porta avanti. Facebook, YouTube, i blog, si assiste allo spostamento dal “cloud computing” al “cloud thinking” al mondo del “3.0″. Internet 3.0 sarà un’intelligenza cosmica e umana.

2 – Downturn: l’era delle aspettative decrescenti

C’è crisi ma le persone mantengono la fiducia. Si assiste all’avvento di una certa forma di “sobrietà discrezionale” e a un downgrading verso i valori più tradizionali. Una sorta di low cost di valori, di ritorno al fai-da-te attraverso la nascita di una categoria, quella dei “dilettanti istruiti” che attuano il “wiki how”, imparando e mettendosi in gioco on-line.

La metamorfosi è del prodotto: da AVERE al BEN-ESSERE al CO-ESSERE trasformando radicalmente l’esigenza di customer experience finora concepita. Il valore percepito del prodotto si sposta così dall’essere un valore di “possesso” per trasformarsi in un valore di “interazione”.

3 – Orientamento verso l’etica: nascono i ribelli del mercato

Il potere sta sempre più passando dal brand ai consumatori. Il vecchio marketing era concentrato sull’offrire ampia disponibilità di prodotti di massa. Oggi è l’ INTERAZIONE ad essere la nuova priorità e i consumatori acquistano un’ ESPERIENZA, piuttosto che un prodotto. I prodotti e i servizi, quindi, devono diventare dei media.

La parola passa quindi a Nerio Alessandri, il fondatore di Technogym, che presenta il tema de “Il Ritmo delle Nuove Necessità”. Da subito, Alessandri, sottolinea come la CREATIVITÀ sia l’unico driver di tecnologia, mentre tutto il resto diventerà una commodity. I principi guida di Technogym sono rimasti, da sempre, gli stessi:

  • mettere in moto le persone
  • sicurezza
  • mix di funzionalità ed estetica
  • brand

Il tutto, messo insieme da un motto: “SE FUNZIONA, E’ OBSOLETO“. Anticipare i tempi richiede, tra l’altro, un coinvolgimento del cliente. Coinvolgimento che è anche quello di utilizzare i prodotti in azienda essendo al contempo produttori e clienti. Questo per offrire al cliente un’esperienza di valore. Incoscienza, inconsapevolezza e rischio sono i tre driver principale dell’INNOVAZIONE. Innovazione che impone un cambiamento continuo. Innovare significa quindi poter CREARE e poter essere creativi. L’innovazione è facile quando si è pionieri, poi è più difficile: quando si ha successo, non si ha più “fame”.

L’obiettivo di Technogym di creare prodotti unici e irresistibili ha aiutato ad alimentare questo processo di innovazione continua. La crisi, da questo punto di vista, ha creato una forte discontinuità. Solo i VALORI possono dunque rendere eterna un’azienda. Per Technogym l’obiettivo è rimasto quello di rendere il wellness accessibile alle persone, obiettivo accompagnato dal credo che “stare bene conviene”, tanto alle singole persone, quanto alle comunità e agli Stati.

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Jun 21 2010

Sull'interesse pubblico

Si dovrebbe ricordare a questo Paese che “pubblico” non significa “gratis” o “feccia” o “distruggimi” come ci hanno abituato a credere. Pubblico significa prendersi cura di un interesse collettivo che anche solo per essere tale meriterebbe una tutela speciale. Da parte di tutti.

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Jun 20 2010

La sfida dell’impensabile – #unTHINKables – Part ONE

[DRAFT / BOZZA] WORK IN PROGRESS

unthinkables logo

Nei giorni scorsi, venerdì 19 e sabato 20 giugno ho avuto modo di partecipare all’evento unTHINKables (link qui) ospitato presso l’Università Bocconi.

Una due giorni intensa, tra interventi di relatori di spicco e workshop, momenti di incontro, dialogo e confronto tra generazioni diverse di bocconiani e non solo. L’evento era, infatti, aperto a tutti, per quanto sia innegabile che la quasi totalità dei partecipanti fosse legato alla Bocconi Alumni Association (a vario titolo, link qui) oppure ancora studenti.

Mattatore della due giorni è stato certamente il prof. Alberto Grando, Dean della Scuola di Direzione Aziendale (quella degli MBA, per intenderci), e certamente personaggio di una simpatia trascinante e irresistibile.

L’avvio dei lavori è affidato al tema ON STRATEGIES che ha visto salire sul palco John Elkann, introdotto da Mario Monti (Presidente dell’Università Bocconi), che ha presentato tutti gli unthinkables che hanno caratterizzato la sua vita fino a diventare Presidente del Gruppo FIAT. Personalmente ho trovato la sua relazione alquanto deludente: molto sentita, molto personale, e questo ci sta, ma quasi “costretta”. Sembrava quasi il tema gli dicesse poco o, più semplicemente, era la lingua italiana a frenarlo: sembrava davvero prendere tempo per tradurre i propri pensieri, mentre sui monitor del wall si succedevano le fotografie più significative del suo percorso.

La prima sessione SHIFTS, è stata invece aperta da Tito Boeri, stimato economista (quello de “la voce”, per intenderci, link qui) e professore alla Bocconi, che ha trattato il tema di “Vecchi e nuovi confini“, sottolineando come i confini del mondo siano mutati, sotto diversi punti di vista:

  • la crescita economica (del PIL), oggi meno sincronizzata che vede il contrasto tra le vecchie economie che crescono poco VS le nuove economie emergenti;
  • i confini tra pubblico e privato (spesa pubblica / PIL), che vedono il trasferirsi del debito privato verso un sempre maggiore debito pubblico;
  • le nuove disuguaglianze (la quota di reddito detenuto dall’1% più ricco della popolazione).

Non dimentica Boeri come le nuove tecnologie di informazione abbiano cambiato il mondo senza trascurare come nonostante siano una grande opportunità per i Paesi sottosviluppati ma anche fonti di grandi disuguaglianze. Attenzione anche ai “WINNER TAKE-ALL” nei mercati e nelle professioni, dove i migliori sono anche coloro che comunicano di più (e meglio) e ai crescenti problemi di COESIONE SOCIALE.

Conclude, Boeri, ponendo due questioni: La capacità dei Governi (sempre più indebitati) di affrontare queste questioni e il mercato dei TALENTI in un mondo inevitabilmente globalizzato.

Francesco Caio ha condotto la transizione “Verso un mondo iperconnesso“, sottolineando come siano cambiate anche le unità di misura da PPM (pagine per minuto) a LOC/secondo (Library of Congress per secondo), come i sistemi anche laddove non siano in banda larga siano comunque ALWAYS-ON e come le tecnologie trasformino le società solo quanto diventano pervasive. Oggi il microprocessore, aggiunge Caio, ha lasciato il pc e gli oggetti hanno capacità elaborativa, memoria e connettività.

I nuovi business saranno caratterizzati da connettività, RFid, GPS, da iPhone per intenderci. Pensare cose impensabili nel mondo del possibile è stato il fattore di maggior successo di Apple: la rivisitazione di tecnologie già esistenti. Rispetto agli SHIFTS e agli UNTHINKABLES, conclude Caio, la vera differenza la fa la testa umana quando le energie pensanti entrano in movimento.

C’è un forte bisogno di:

  • Considerare gli aspetti contabili, in primis il ritorno sugli investimenti;
  • Leadership;
  • Captare i segnali: gli UNTHINKABLES nascono fuori dal nostro contesto.

Andrea Guerra, Amministratore Delegato di Luxottica, ha invece affrontato il tema delle “Tough Choices” (scelte difficili, ndr). Guerra ha sottolineato come sia cambiata la geografia del proprio lavoro: negli ultimi 60 giorni è stato negli UAE, in India e in Cina, ma non è mai stato né a Roma, Francoforte o Parigi. Questo cambio nell’agenda è stato uno shift per tutti. Oggi è fondamentale avere successo in luoghi lontani, contesti difficili e culture complesse. L’obiettivo che si è proposto, nel lungo periodo, è di dare mestiere a persone che “sappiano scrivere su pagine bianche”. Lo SHIFT corrente muove dal Conto Economico per guardare allo Stato Patrimoniale: fondamentale è per le aziende avere solidità patrimoniale per guardare al lungo periodo anche sopportando perdite.

Lo SHIFT per le Risorse Umane (HR) vede le organizzazioni alla ricerca di cittadini del mondo, che sappiano comunicare con strumenti nuovi, perché ormai le organizzazioni lavorano su 24h di fuso orario. Anche la stessa tecnologia viene usata in modo diverso nei diversi Paesi. Lo SHIFT delle tecnologie digitali è anch’esso imprescindibile.

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Apr 10 2010

Lettere ad un Premier mai nato: Botta "a risposta"

[Bozza]

Quoto un recente articolo apparso su repubblica.it immaginando un botta a “risposta” ad alcune citazioni riportate.

I contenuti e i commenti, da intendersi come note di satira, come manifestazione del pensiero di natura personale e privo di intenti offensivi (cfr. link qui e qui).

“C’è una maggioranza di Governo che è uscita rafforzata e con un mandato chiaro. Quindi, presidente, voi ora dovete veramente dimostrare di essere il Governo del fare” [Emma Marcegaglia - Presidente Confindustria]

–> Si ma fare, a patto di FARE BENE. Altrimenti, diventa un FARE SCHIFO.

“E’ nata la figlia del ministro Gelmini e la mia imposizione è stata: la chiamiamo Emma”. [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Chissà come saranno stati contenti i genitori. E dire che un tempo si utilizzavano i nomi dei nonni.

“[...] l’esecutivo non ha nel nostro assetto alcun potere” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Ok, ma se il Parlamento è desautorato (link qui e qui), e il governo non ha potere, chi cazzo governa?

“[Mio figlio, ndr] mi ha detto che la pubblicità in Italia è cominciata a risalire e questo è un indicatore importante di come sta andando l’economia”. [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Ottima notizia: ma glielo ha detto in quanto “papi”, in quanto azionista o in quanto capo del Governo? O_O

“C’è una selva di leggi che rende difficili le cose. Bisogna disboscare la selva delle leggi fiscali, arrivare a norma certe” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Già,  le leggi sono inutili: tanto non le si rispetta

“Sulla giustizia penale vi parla il più grande imputato di tutti i tempi. Ho avuto più udienze, 2550 udienze, dei giorni che ho governato. Ho giurato sui miei figli che nessuno dei fatti che mi sono stati attribuiti, messi in campo per tenermi sulla griglia penale, sono veri” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–>Se le ipotesi investigative davvero fossero completamente prive di fondamento allora perché ricorrere alla prescrizione, all’indulto, al legittimo impedimento, etc. etc. etc.? non sarebbe più “onesto” presentarsi in aula e dire: “sono innocente?”

[ Chiede alla platea di alzare la mano se pensano di non essere mai stati intercettati: nessuno la alza. Gli chiede di alzarla se pensano di essere stati intercettati: la alzano tutti. NDR] “Vedete e non perchè avete scheletri nell’armadio, ma perchè al telefono si parla apertamente” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Beh stiamo comunque parlando di Confindustria, non dei carmelitani scalzi.

“Basta con i processi in tv”, in quella pubblica “pagata con i soldi di tutti i cittadini” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Basta con la TV pubblica: è bene che tutto passi a Mediaset, dove da 20 anni va in onda FORUM e nessuno si è mai lamentato. Dopo Chiambretti, è già pronto il contratto destinato a Santoro  per passare a Mediaset: condurrà Matrix al posto di Alessio Vinci

“Il modo giusto “è accelerare le riforme che possono aumentare la produttività. Farle quando c’è la crisi è più difficile, ma non c’è alternativa, o si fanno o ci sarà uno stress economico-finanziario”. Quali sono le riforme? “Sono quelle strutturali, fiscali e del mercato del lavoro”. [prof. Nouriel Roubinì - New York University]

–> Oh no! Questo è un professore criminoso: da notare che nelle riforme da mettere in cantiere ha citato il lavoro e si è “dimenticato” del presidenzialismo (link qui e qui). Ma chi lo ha invitato a parlare? Davanti a Silvio, poi?

“La Cisl e la Uil hanno approvato la flessibilità pur di innovare e investire. Non è normale il comportamento di chi ostacola, non è d’accordo e pone i propri veti[Raffaele Bonanni - Segretario Nazionale CISL]

–> Qui le idee sono un po’ confuse: ma il sindacato non dovrebbe difendere i lavoratori anziché gli industriali? Io non ho mai visto la Confindustria prendere le parti dei cassaintegrati di Melfi o de La Asinara. E che dire di un sindacato che, anziché ESSERE D’ACCORDO, OSTACOLA? Che cattivello, direi pure criminoso

“Noi dobbiamo liberare il lavoro e lo dobbiamo fare soprattutto in un Paese come il nostro dove è stato caricato da un sovraccarico ideologico” [Maurizio Sacconi - Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali]

–> già, dobbiamo liberare il lavoro dai LAVORATORI e al loro posto metterci degli schiavi, e che ringrazino se lavorano e vengano pagati. Il precariato è un bene no? (cfr. Tremonti, link qui)

Organizziamo insieme una difesa della cultura del lavoro rispetto a quel nichilismo che purtroppo dagli anni Settanta, dai peggiori anni della nostra vita per coloro che li hanno vissuti, si è diffuso con effetti perversi negli ambiti dell’educazione in modo particolare, oltre che nell’editoria e nella magistratura [...] che si siano infrattati in questi ambiti lavorativi per una scelta molto più banale: sempre meglio che lavorare”. [Maurizio Sacconi - Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali]

–> Una premessa doverosa: si potrebbe dire lo stesso di certi politici. Poi perché solo nell’editoria e nella magistratura? Non possono essere nell’edilizia, nella finanza, nella grande distribuzione, nei mezzi di comunicazione di massa? Ops, casualmente tutti questi settori hanno un denominatore in comune: chissà chi è.

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Apr 02 2010

Vi ricordate un anno fa?

[Bozza]

Ci fu un tempo in cui S. si era intrattenuto con Noemi (link qui e qui). Poche settimane prime c’è stato il terremoto in Abruzzo, per chi non ricordasse (link qui).

Ebbene sì, da oltre un anno, tra Abruzzo e protezione civile (link qui) si inizia a parlare di escort e di strani giri attorno a personaggi di spicco della politica e del “potere” (link qui).

A volte si potrebbe dire che “ritornano” (link qui) ma decisamente non è questo il tempo e il luogo.

Quello che suona strano e ripensare agli ultimi 12 mesi. L’estate scorsa, infatti, si iniziò a parlare di appalti truccati nella sanità pugliese e un giro di escort che coinvolsero anche il primo ministro (link qui, quiqui e qui. E anche qui).

Lo stesso Silvietto viene duramente contestato da una componente forse (e influente) della Chiesa cattolica che ne contesta la condotta immorale. Neanche la “perdonanza” (link qui e qui) può salvarlo dall’astio cattolico che conduce anche allo scontro per il direttore (di allora) dell’Avvenire (link qui). Per poi concludersi con la ritirata di Vittorio Accusatore (link qui e qui).

Poi, a ottobre, scoppia, guarda caso, lo scandalo a sinistra, con il governatore della regione Lazio scoperto ricattato dai carabinieri per un video scandalo in compagnia di transessuali (link qui, quiqui). Il buon Piero viene, casualmente, contattato da una serie di personaggi tra cui Lui, il solito, beneinformato (e pure troppo) Silvietto che casualmente è sempre in mezzo (link qui) da vero deus ex machina.

Nel frattempo, l’anno nuovo si apre con alcune intercettazioni su alcuni punti oscuri legati alla protezione civile (link quiqui e qui).

Di recente, invece, lo stesso sistema ha coinvolto la sinistra, con l’arresto dell’ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Frisullo (link qui e qui).

In tutto questo, è stato accantonato il fattore Chiesa, che pure torna alla ribalta: lo scandalo pedofilia (link qui, qui, qui e qui). Altre rivelazioni su l’Espresso (link qui).

A questo punto ci si potrebbe chiedere cosa sia la morale e quale valore possa avere. Si tratta, infatti, di un sistema a immoralità diffusa in cui ci si copre le spalle a vicenda.

Non per nulla, in pieno attacco internazionale per lo scandalo dell’insabbiamento dei casi di pedofilia, la Chiesa si schiera apertamente a favore del centrodestra sotto elezioni (link qui e qui) poi mitigate (link qui) e in cambio riceve una prova di fede e protezione dal leader di tale coalizione (link qui). E’ il marketing del consenso, che tutto ha di curioso e, a tratti, di raccapricciante.

Quale modo migliore per affrontare gli scandali senza sorriso e senza timori? Semplice: non essere i soli e, magari, essere quello “meno peggio”. In fondo, l’inno di Italia, quello vero e non ufficiale è siciliano, e si conosce: “Futti futti, chiuddiu pidduna tutti”.

Ricapitolando:

  • Aprile 2009         – Terremoto in Abruzzo
  • Aprile 2009         – Compleanno di Noemi
  • Giugno 2009       – Scandalo Escort e festini
  • Agosto 2009        - Attacco de Il Giornale a Boffo
  • Ottobre 2009       – Video scandalo Marrazzo
  • Febbraio 2010    - Intercettazioni Protezione Civile
  • Marzo 2010         – Arresto Frisullo (Regione Puglia)
  • Marzo 2010         – Accuse pedofilia alla Chiesa
  • Marzo 2010         – Esortazione dei Vescovi al votro contro alla Bonino
  • Marzo 2010         – Elogio di Silvio all’operato del Papa
  • Marzo 2010         – Elezioni regionali (28  e 29 marzo)
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Oct 21 2009

Forme di outing moderno

[Bozza]

Si potrebbe definire “outing”. Impropriamente, certo, ma quantomai affine.

Si è sempre saputo che l’economia svizzera non potesse basarsi solo sul turismo e sull’agricoltura. Apprezzabili, sì, ma dallo scarso valore aggiunto. Si è sempre parlato di finanza, supporto all’evasione fiscale (di altri Paesi, loro, all’interno, non perdonano) e segreto bancario. Si parlava, con un po’ di omertà e molto timore reverenziale: qualcosa che tutti facevano ma guai ad ammetterlo, tipico del perbenismo nostrano. Ecco, quindi, che uno scudo fiscale discutibile, immorale e, per certi aspetti, criminale fa tremare prima la Svizzera dell’italianità diffusa. Perché l’italiano è in primis cattolico, poi cristiano, poi, forse, cittadino. Quindi non importa se l’evasore ha sottratto fondi allo stato, evadendo le imposte (l’evasione fiscale, a parità di servizi, incrementa il debito pubblico) e attentato alla stabilità del Paese (il rischio – paese è dato anche dal rapporto di indebitamento), noi pratichiamo il perdono: non quello autentico, i clandestini (una minima parte) vengono respinti e rimpatriati (così dicono, poi stanno tutti nelle stazioni), gli evasori, invece, vengono accolti a braccia aperte come salvatori della patria. Da bravi cattolici non ci priviamo della vendita delle indulgenze. La Svizzera, tuttavia, rischia di sgonfiarsi come un palloncino (link qui). Da qui la serrata dei Cantoni (link qui) che hanno dato ospitalità (e sepoltura) a quel “padre” del federalismo che è tanto caro ai padani (Cattaneo).

3collinette, da parte suo, forte del consenso di Mick Onsent (link qui) lancia frecciatine a sostegno del posto fisso (link qui). Attenzione, qui la demagogia può essere devastante per il Paese. Si tratta dell’ennesimo alibi per non affrontare l’urgenza della riforma degli ammortizzatori sociali. Tanti, troppi disoccupati, abbandonati a se stessi: si chiama welfare mediterraneo (link qui), in cui un lavoratore disoccupato, o un giovane precario, possono sempre contare sulla famiglia e sulla propria rete di relazioni per campare sbarcando il lunario. Sulla famiglia, sempre, mai sullo Stato. Così si uccide l’imprenditoria: il Paese ha bisogno di mobilità territoriale, culturale e sociale. Servono, però, strumenti codificati per cui chi perde il proprio impiego venga sussidiato (per qualche mese, ne bastano 3-6) mentre viene affidato a un programma di formazione, aggiornamento o riconversione professionale. Questa è mobilità sana, il messaggio di Giulietto (nome di fantasia) è pura demagogia: siamo liberi di agire come crediamo, il popolo, tanto, è con noi. Aggiungo io: quo usque tandem?

Non è la mobilità in sé a generare precarietà: lo è, invece e guarda caso, l’operato di una certa classe “dirigente” che genera illusioni e aspettative anacronistiche, affidandosi laconicamente a un lontano passato piuttosto che prendere coraggio ed affrontare il futuro, e ancor più coraggio serve per affrontare il presente.

Come cantava qualcuno: “se cerco (3collinette), lo vedo: il mondo va veloce e tu stai indietro!”

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Sep 14 2009

One year ago…

[Bozza]

Era un anno fa, quando ancora si parlava di incertezze e non di crisi. Si aveva paura, quasi terrore: già allora, in parte, si navigava a vista.

Un anno fa, forse uno dei più grandi terremoti si stava per abbattere sul mondo sviluppato: il fallimento di Lehman. Vi sono interessanti commenti, a un anno di distanza. Uno di Repubblica (link qui), l’altro de Il Foglio (link qui).

Sulle cause di questo evento si dibatterà a lungo nei decenni a venire, sugli effetti: anche.

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Aug 06 2009

Questo pianissimo, casa

[Bozza]

L’occasione di un buon articolo su lavoce.info (link qui) mi porta a formulare alcune considerazioni, che strutturerò meglio prossimamente

Quello che da sempre manca a questa italietta è la capacità di vision:di scegliere cosa diventare. Ed è così che un piano casa volto ad introdurre il c.d. social housing viene trasformato in un “piano suocera” per coprire le ferite di un sistema economico vecchio e stantio, incapace di innovarsi. Perché,ovviamente, nella logica del campanile, se tira l’edilizia, tira tutto.

La falla nell’intero piano casa del governo, in entrambe le versioni 1 (piano casa) e 2 (piano di sostegno all’edilizia abitativa), consiste nell’essere troppo sbilanciato a favore di chi una casa l’ha già. Sbilanciato, perché vuol cancellare un sistema di edilizia residenziale pubblica,anziché riformarlo: avrà tanti difetti, sarà malgestito, con punte di abusivismo che al sud toccano il 98%, ma, attualmente, è l’unico strumento attivo di perequazione sociale di cui disponiamo.

E’ un piano sbilanciato perché coglie nella necessità di alloggi in affitto solo un’emergenza temporanea e non una strategia di riequilibrio del mercato per conseguire il contenimento dei prezzi nel lungo periodo.

Il business abitativo incarna quello che gli economisti definirebbero un “fallimento del mercato”. Principalmente, questo è causato dal venir meno della correlazione diretta tra rischio e rendimento, secondo cui a un maggiore rischio percepito nell’investimento viene associato un maggior rendimento richiesto dagli operatori. In un mercato in cui, le attività meno rischiose sono anche quelle più redditizie, come nel caso dell’edilizia abitativa, ne consegue una distorsione che ingenera una speculazione intrinseca che mal si concilia con la tutela di un bene primario come quello della casa. Che dovrebbe, pertanto, essere sottratto, e non affidato alla gestione dei privati.

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