Category: Cronaca

Oct 06 2010

Strangolata, stuprata e sepolta dallo zio

Strangolata, stuprata e sepolta dallo zio.
Sarah Scazzi.
Non era fuggita.
Non era stata rapita.
Non una fuga organizzata su facebook.
Non era stata avvistata da “chi l’ha visto”.
Non si era liberata del cellulare.
Non aveva cancellato le sue tracce.
Non aveva tentato depistaggi.

Semplicemente era.
E voleva andare al mare.
=)=

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Sep 28 2010

De Fini honestate

[bozza]

Che dire del presidente della Camera Fini? Poco, ma molto male.

Una strategia decisamente suicida, la sua, certamente spinta e pompata dal suo (oramai) acerrimo nemico: Silvio Berlusconi.

Ripercorrendo gli articoli de il Giornale e di Libero è da circa un anno che minaccia Fini sull’emersione di certi “dossier” sul suo conto. In realtà, Feltri, nei suoi articoli accenna a dossier artefatti, lasciando intendere una certa veritabilità oggettivabile (leggi: mistificazione dei fatti).

Senza divagare troppo, la strategia di Fini è stata quella di professare la più completa estraneità ai fatti, non potendo certo sospettare che qualcuno gli avrebbe messo alle costole persino i servizi “segreti” (anche se il loro agire è di pubblico dominio) per farlo cadere in contraddizione.

Ipotesi di reato

Se anche Fini risultasse coinvolto nell’affare della casa di Montecarlo, certo non si potrebbe profilare un ipotesi di reato di interesse pubblico. Semmai la dirigenza dell’ex movimento Alleanza Nazionale, che avrebbe ricevuto in eredità il “celebre” (da pochi giorni) appartamento potrebbe attivarsi per accertare le responsabilità patrimoniali del Presidente della Camera (che, Presidente però, all’epoca dei fatti, non era ancora). Trattasi di incauta vendita, o magari di frode o malafede, ma certo è che non sarebbe un reato di rilevanza pubblica, quali, ad esempio, la concussione o il peculato.

In gioco la credibilità

Di Fini come uomo politico: per professare la giustizia, ahinoi, bisogna essere immacolati. Non vale il principio della rilevanza, per cui un piccolo reato potrebbe venire tollerato: la tolleranza zero è il prezzo che si deve pagare quando ci si vuole erigere a paladino della giustizia. Basta poco: un evento passato, uno scheletrino nell’armadio, un qualsiasi evento e tutto il messaggio e la reputazione crollano come un castello di carta.

Una possibile strategia: la confessione

Al posto di Fini, e a freddo, bisogna riconoscere che sarebbe parso più opportuno professarsi colpevole, anche qualora si fosse innocenti.

Fini avrebbe potuto confessare un proprio coinvolgimento, anche laddove non ci fosse stato o il suo ruolo fosse stato poco chiaro: sarebbe stato denunciato, la magistratura avrebbe indagato e si sarebbe avviato un processo. Se fosse stato innocente, le prove lo avrebbero scagionato e l’accusa (e anche la confessione iniziale) sarebbero cadute di fronte all’esigenza.

Mentre i giornali del rivale Berlusconi si sarebbero scagliati fin da subito (alla faccia del garantismo) contro il Presidente predicatore pretendendone le dimissioni (sempre chiederle e mai darle), Fini avrebbe così potuto proteggere la propria famiglia. Una volta dichiarato innocente perché il fatto non sussiste (badate: non prosciolto per prescrizione), Fini avrebbe avuto gioco facile nel sostenere il favore di una magistratura che avrebbe svolto il proprio dovere, senza mostrarsi sovversiva verso il governo in carica legittimamente eletto dal popolo.

Un giudice che scagiona, a fronte delle indagini svolte dalla magistratura, sarebbe stato incociliabile con la definizione di “toghe rosse polticizzate” e lo scacco al premier sarebbe stato evidente.

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Sep 07 2010

Non strumentalizziamo Sakineh

Attenzione a non strumentalizzare il caso Sakineh (link qui), la donna che, in Iran, sarà presto soggetta alla lapidazione secondo la “prassi”.

Informazioni disponibili anche su Amnesty International  - Italia (link qui)

Sono nati movimenti internazionali per cercare di fermare questa brutalità. Appelli (link qui) da ogni fonte e campo, soprattutto diplomatici.

Certo la lapidazione è una barbarie certamente da contestare e contrastare, anche alla luce del fatto (non trascurabile) che siamo nel 2010 e che (almeno in teoria) dovremmo evolverci come esseri umani.

Tuttavia, una parte del discorso, forse più ampia, mi lascia perplesso. La lapidazione è orribile di per sé, già come idea. Più in generale, però, è la pena di morte che dovrebbe farci rabbrividire.

Così, al solito, mi fa riflettere tutta questa mobilitazione internazionale contro l’ennesima (perché non sono poche, eh?) donna sottoposta alla lapidazione mentre lo stesso attivismo non si vede contro gli altri Paesi (USA? CINA? GIAPPONE? solo per citarne alcuni) che applicano QUOTIDIANAMENTE la pena di morte.

Di una cosa sono orgoglioso: da secoli, almeno su questo tema, l’Italia è all’avanguardia. Si legga il buon Cesare Beccaria e la sua opera più celebre: Dei delitti e delle pene (link qui).

Il governo italiano al solito fa quello che sa fare meglio: aspettare (link qui).

Si sarebbe potuto fare uno strappo alla regola, mostrando un briciolo di classe, come:

  • convocare gli ambasciatori di TUTTI i paesi che applicano la pena di morte;
  • sensibilizzarli sulla posizione della Repubblica Italiana;
  • assicurare che tutti i condannati abbiano avuto accesso a un giusto processo, e non a un rito sommario;
  • offrirsi di far scontare ai condannati (a partire dalla stessa Sakineh) la pena dell’ergastolo in Italia, in cambio della rinuncia alla pena di morte.
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Jul 09 2010

De Romae Taxis

Roma, stazione termini 7 luglio, h 9.30.
Lunga coda di gente in attesa per il taxi di macchine al parcheggio non ce ne sono. In compenso, i caporali aspettano che i viaggiatori arrivino e al grido di “tacsi, tacsi, tacchesi, siggnò”  propongano loro, immediatamente e senza attesa, di scorrazzarli verso qualsiasi destinazione desiderino. A prezzi un po’ gonfiati, in effetti. Personalmente, mi son sentito chiedere 25 euro per la distanza Termini – Via XX Settembre (1km). Non è un caso, tra l’altro, che i taxi non siano parcheggiati nelle apposite corsie di carico (dove si formano code lunghissime) ma siano parcheggiati sul retro, così da inflazionare un po’ il mercato, e spaventare un po’ i turisti, così da indurli ad accettare l’estorsione.
Chiacchierando con i carabinieri presenti, lamentando questa situazione mi sono sentito rispondere che, anche vedendo queste situazioni, loro non possono intervenire di loro iniziativa in quanto la competenza in materia è della polizia locale. Forse, allora, non è del tutto un caso che a presidiare la stazione ci siano poliziotti e carabinieri e non la polizia locale. Che dire?
La risposta in un videoclip di Masini
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Jun 25 2010

Blu blu blu, NON mi piaci tu

Si rumoreggia in questi giorni di un sondaggio promosso dal Ministero per la Funzione Pubblica (leggi: Brunetta) per accertare ufficialmente quante sono le auto blu in Italia: tante, decisamente, troppe. Se ne parla in un articolo di Repubblica (link qui). Solo il 26% degli enti interpellati ha finora risposto, portando le stime nazionali a 90 mila auto blu per un costo per la collettività di oltre 88 milioni di euro solo per finanziare le auto blu di questa piccola porzione (un quarto) del complesso degli enti locali.

Se la proiezione fosse corretta si potrebbe stimare che il parco macchine raggiunga la soglia (folle) delle oltre 350 mila unità, per un totale (stimato”) di circa 340 milioni di euro.

Si tratta di spese certamente folli, se si pensa che il più delle volte queste auto sono ferme oppure utilizzate per scopi personali e/o diversi da quella funzione propria loro spettante.

Delle 90 mila unità stimate:

  • 10 mila sono in dotazione ai politici
  • 20 mila sono a disposizione degli alti “papaveri”  e
  • 60 mila, come auto di servizio ma senza autista

Decisamente, decisamente NON CI SIAMO.

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Apr 23 2010

Frainteso.

Quando Silvio ha detto di volere un partito senza secondi Fini né conFini,in molti hanno esultato al ritorno di una rinnovata moralità e a una grande visione strategica di lungo periodo.

In realtà, egli si stava solo riferendo a Gianfranco.

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Apr 10 2010

Lettere ad un Premier mai nato: Botta "a risposta"

[Bozza]

Quoto un recente articolo apparso su repubblica.it immaginando un botta a “risposta” ad alcune citazioni riportate.

I contenuti e i commenti, da intendersi come note di satira, come manifestazione del pensiero di natura personale e privo di intenti offensivi (cfr. link qui e qui).

“C’è una maggioranza di Governo che è uscita rafforzata e con un mandato chiaro. Quindi, presidente, voi ora dovete veramente dimostrare di essere il Governo del fare” [Emma Marcegaglia - Presidente Confindustria]

–> Si ma fare, a patto di FARE BENE. Altrimenti, diventa un FARE SCHIFO.

“E’ nata la figlia del ministro Gelmini e la mia imposizione è stata: la chiamiamo Emma”. [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Chissà come saranno stati contenti i genitori. E dire che un tempo si utilizzavano i nomi dei nonni.

“[...] l’esecutivo non ha nel nostro assetto alcun potere” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Ok, ma se il Parlamento è desautorato (link qui e qui), e il governo non ha potere, chi cazzo governa?

“[Mio figlio, ndr] mi ha detto che la pubblicità in Italia è cominciata a risalire e questo è un indicatore importante di come sta andando l’economia”. [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Ottima notizia: ma glielo ha detto in quanto “papi”, in quanto azionista o in quanto capo del Governo? O_O

“C’è una selva di leggi che rende difficili le cose. Bisogna disboscare la selva delle leggi fiscali, arrivare a norma certe” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Già,  le leggi sono inutili: tanto non le si rispetta

“Sulla giustizia penale vi parla il più grande imputato di tutti i tempi. Ho avuto più udienze, 2550 udienze, dei giorni che ho governato. Ho giurato sui miei figli che nessuno dei fatti che mi sono stati attribuiti, messi in campo per tenermi sulla griglia penale, sono veri” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–>Se le ipotesi investigative davvero fossero completamente prive di fondamento allora perché ricorrere alla prescrizione, all’indulto, al legittimo impedimento, etc. etc. etc.? non sarebbe più “onesto” presentarsi in aula e dire: “sono innocente?”

[ Chiede alla platea di alzare la mano se pensano di non essere mai stati intercettati: nessuno la alza. Gli chiede di alzarla se pensano di essere stati intercettati: la alzano tutti. NDR] “Vedete e non perchè avete scheletri nell’armadio, ma perchè al telefono si parla apertamente” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Beh stiamo comunque parlando di Confindustria, non dei carmelitani scalzi.

“Basta con i processi in tv”, in quella pubblica “pagata con i soldi di tutti i cittadini” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]

–> Basta con la TV pubblica: è bene che tutto passi a Mediaset, dove da 20 anni va in onda FORUM e nessuno si è mai lamentato. Dopo Chiambretti, è già pronto il contratto destinato a Santoro  per passare a Mediaset: condurrà Matrix al posto di Alessio Vinci

“Il modo giusto “è accelerare le riforme che possono aumentare la produttività. Farle quando c’è la crisi è più difficile, ma non c’è alternativa, o si fanno o ci sarà uno stress economico-finanziario”. Quali sono le riforme? “Sono quelle strutturali, fiscali e del mercato del lavoro”. [prof. Nouriel Roubinì - New York University]

–> Oh no! Questo è un professore criminoso: da notare che nelle riforme da mettere in cantiere ha citato il lavoro e si è “dimenticato” del presidenzialismo (link qui e qui). Ma chi lo ha invitato a parlare? Davanti a Silvio, poi?

“La Cisl e la Uil hanno approvato la flessibilità pur di innovare e investire. Non è normale il comportamento di chi ostacola, non è d’accordo e pone i propri veti[Raffaele Bonanni - Segretario Nazionale CISL]

–> Qui le idee sono un po’ confuse: ma il sindacato non dovrebbe difendere i lavoratori anziché gli industriali? Io non ho mai visto la Confindustria prendere le parti dei cassaintegrati di Melfi o de La Asinara. E che dire di un sindacato che, anziché ESSERE D’ACCORDO, OSTACOLA? Che cattivello, direi pure criminoso

“Noi dobbiamo liberare il lavoro e lo dobbiamo fare soprattutto in un Paese come il nostro dove è stato caricato da un sovraccarico ideologico” [Maurizio Sacconi - Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali]

–> già, dobbiamo liberare il lavoro dai LAVORATORI e al loro posto metterci degli schiavi, e che ringrazino se lavorano e vengano pagati. Il precariato è un bene no? (cfr. Tremonti, link qui)

Organizziamo insieme una difesa della cultura del lavoro rispetto a quel nichilismo che purtroppo dagli anni Settanta, dai peggiori anni della nostra vita per coloro che li hanno vissuti, si è diffuso con effetti perversi negli ambiti dell’educazione in modo particolare, oltre che nell’editoria e nella magistratura [...] che si siano infrattati in questi ambiti lavorativi per una scelta molto più banale: sempre meglio che lavorare”. [Maurizio Sacconi - Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali]

–> Una premessa doverosa: si potrebbe dire lo stesso di certi politici. Poi perché solo nell’editoria e nella magistratura? Non possono essere nell’edilizia, nella finanza, nella grande distribuzione, nei mezzi di comunicazione di massa? Ops, casualmente tutti questi settori hanno un denominatore in comune: chissà chi è.

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Apr 02 2010

Vi ricordate un anno fa?

[Bozza]

Ci fu un tempo in cui S. si era intrattenuto con Noemi (link qui e qui). Poche settimane prime c’è stato il terremoto in Abruzzo, per chi non ricordasse (link qui).

Ebbene sì, da oltre un anno, tra Abruzzo e protezione civile (link qui) si inizia a parlare di escort e di strani giri attorno a personaggi di spicco della politica e del “potere” (link qui).

A volte si potrebbe dire che “ritornano” (link qui) ma decisamente non è questo il tempo e il luogo.

Quello che suona strano e ripensare agli ultimi 12 mesi. L’estate scorsa, infatti, si iniziò a parlare di appalti truccati nella sanità pugliese e un giro di escort che coinvolsero anche il primo ministro (link qui, quiqui e qui. E anche qui).

Lo stesso Silvietto viene duramente contestato da una componente forse (e influente) della Chiesa cattolica che ne contesta la condotta immorale. Neanche la “perdonanza” (link qui e qui) può salvarlo dall’astio cattolico che conduce anche allo scontro per il direttore (di allora) dell’Avvenire (link qui). Per poi concludersi con la ritirata di Vittorio Accusatore (link qui e qui).

Poi, a ottobre, scoppia, guarda caso, lo scandalo a sinistra, con il governatore della regione Lazio scoperto ricattato dai carabinieri per un video scandalo in compagnia di transessuali (link qui, quiqui). Il buon Piero viene, casualmente, contattato da una serie di personaggi tra cui Lui, il solito, beneinformato (e pure troppo) Silvietto che casualmente è sempre in mezzo (link qui) da vero deus ex machina.

Nel frattempo, l’anno nuovo si apre con alcune intercettazioni su alcuni punti oscuri legati alla protezione civile (link quiqui e qui).

Di recente, invece, lo stesso sistema ha coinvolto la sinistra, con l’arresto dell’ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Frisullo (link qui e qui).

In tutto questo, è stato accantonato il fattore Chiesa, che pure torna alla ribalta: lo scandalo pedofilia (link qui, qui, qui e qui). Altre rivelazioni su l’Espresso (link qui).

A questo punto ci si potrebbe chiedere cosa sia la morale e quale valore possa avere. Si tratta, infatti, di un sistema a immoralità diffusa in cui ci si copre le spalle a vicenda.

Non per nulla, in pieno attacco internazionale per lo scandalo dell’insabbiamento dei casi di pedofilia, la Chiesa si schiera apertamente a favore del centrodestra sotto elezioni (link qui e qui) poi mitigate (link qui) e in cambio riceve una prova di fede e protezione dal leader di tale coalizione (link qui). E’ il marketing del consenso, che tutto ha di curioso e, a tratti, di raccapricciante.

Quale modo migliore per affrontare gli scandali senza sorriso e senza timori? Semplice: non essere i soli e, magari, essere quello “meno peggio”. In fondo, l’inno di Italia, quello vero e non ufficiale è siciliano, e si conosce: “Futti futti, chiuddiu pidduna tutti”.

Ricapitolando:

  • Aprile 2009         – Terremoto in Abruzzo
  • Aprile 2009         – Compleanno di Noemi
  • Giugno 2009       – Scandalo Escort e festini
  • Agosto 2009        - Attacco de Il Giornale a Boffo
  • Ottobre 2009       – Video scandalo Marrazzo
  • Febbraio 2010    - Intercettazioni Protezione Civile
  • Marzo 2010         – Arresto Frisullo (Regione Puglia)
  • Marzo 2010         – Accuse pedofilia alla Chiesa
  • Marzo 2010         – Esortazione dei Vescovi al votro contro alla Bonino
  • Marzo 2010         – Elogio di Silvio all’operato del Papa
  • Marzo 2010         – Elezioni regionali (28  e 29 marzo)
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Mar 31 2010

In una parola: brucia

[Bozza]

Lo scenario riprodotto ieri sera (credo fossero le 23) da Repubblica.it era impressionante:

I commenti li farò  nei prossimi giorni a freddo. Per ora mi limito a dire che brucia: brucia l’idea della sconfitta, brucia perdere la Conferenza Stato – Regioni (unico baluardo contro certe assurdità dei Decreti Legge e contro alcuni palesi profili di incostituzionalità). E, soprattutto, brucia prendere atto di come certe cose vadano a loro modo.

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Mar 24 2010

A chi appartiene la sovranità?

[Bozza]

Bella domanda: in genere siamo tutti convinti che ”L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” (curioso trovarne riferimento proprio qui). I filosofi sostengono che dire che la Sovranità appartiene al popolo sia fuorviante: in una democrazia non comanda il popolo, comanda la Legge cui cittadini sono chiamati ad essere uguali. Poiché è stato (in tempi recenti) dimostrato che la Legge non è tutti e su questo, vabbe’ ci eravamo quasi abituati. Oggi, tuttavia, scopriamo, a detta del premier, che la Sovranità non appartiene al popolo né ai suoi rappresentati. Secondo S. la sovranità appartiene alla magistratura (link qui) quando, invece, secondo lui dovrebbe appartenere al Parlamento. Proprio al Parlamento, già, quello stesso Parlamento che S. ha di fatto snaturato infamando i suoi membri e soprattutto imponendogli di lavorare attraverso il continuo ricorso a decreti legge e all’apposizione del voto di fiducia.

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