De Romae Taxis
[DRAFT / BOZZA] WORK IN PROGRESS
Ci eravamo “salutati” qualche settimana fa con il primo post su UNTHINKABLES (link qui), l’evento organizzato dalla Bocconi Alumni Association il 18 e il 19 giugno.
Alla prima parte segue ora questo secondo intervento, sul tema WAVES, “La forma del Cambiamento nelle Relazioni”, oggetto della seconda sessione.
Apre la sessione il prof. Valdani, offrendo una relazione dal titolo: “The Challenges of the New Generation“. Valdani riporta il risultato di una ricerca in cui è stato chiesto al campione intervistato qual è stato l’evento più imprevedibile che ricordasse. I risultati sono curiosi:
Attenzione, ricorda Valdani, a non incorrere nell’effetto tunnel: seguire, cioé, chi sta davanti con un focus eccessivo sull’obiettivo, perdendo di vista cosa accade intorno e cosa ci circonda. L’occhio umano, in natura, percepisce il focus solo per il 5%. Le imprese, al contrario, sono solo focalizzate. Si origina quindi un problema quando l’attività aziendale è caratterizzata dalla troppa previsione a discapito dell’anticipazione. Questo aspetto è anche legato al fatto che le imprese non misurano l’impatto di ciò che da esse non viene fatto.
L’attenzione si sposta quindi sulle 3 “onde”
1 – Open Leadership e processi di co – creazione nella cultura dell’accesso
Nelle Comunità è solo l’1% che genera il cambiamento, il restante 99% è massa, the crowd, che lo riceve e porta avanti. Facebook, YouTube, i blog, si assiste allo spostamento dal “cloud computing” al “cloud thinking” al mondo del “3.0″. Internet 3.0 sarà un’intelligenza cosmica e umana.
2 – Downturn: l’era delle aspettative decrescenti
C’è crisi ma le persone mantengono la fiducia. Si assiste all’avvento di una certa forma di “sobrietà discrezionale” e a un downgrading verso i valori più tradizionali. Una sorta di low cost di valori, di ritorno al fai-da-te attraverso la nascita di una categoria, quella dei “dilettanti istruiti” che attuano il “wiki how”, imparando e mettendosi in gioco on-line.
La metamorfosi è del prodotto: da AVERE al BEN-ESSERE al CO-ESSERE trasformando radicalmente l’esigenza di customer experience finora concepita. Il valore percepito del prodotto si sposta così dall’essere un valore di “possesso” per trasformarsi in un valore di “interazione”.
3 – Orientamento verso l’etica: nascono i ribelli del mercato
Il potere sta sempre più passando dal brand ai consumatori. Il vecchio marketing era concentrato sull’offrire ampia disponibilità di prodotti di massa. Oggi è l’ INTERAZIONE ad essere la nuova priorità e i consumatori acquistano un’ ESPERIENZA, piuttosto che un prodotto. I prodotti e i servizi, quindi, devono diventare dei media.
La parola passa quindi a Nerio Alessandri, il fondatore di Technogym, che presenta il tema de “Il Ritmo delle Nuove Necessità”. Da subito, Alessandri, sottolinea come la CREATIVITÀ sia l’unico driver di tecnologia, mentre tutto il resto diventerà una commodity. I principi guida di Technogym sono rimasti, da sempre, gli stessi:
Il tutto, messo insieme da un motto: “SE FUNZIONA, E’ OBSOLETO“. Anticipare i tempi richiede, tra l’altro, un coinvolgimento del cliente. Coinvolgimento che è anche quello di utilizzare i prodotti in azienda essendo al contempo produttori e clienti. Questo per offrire al cliente un’esperienza di valore. Incoscienza, inconsapevolezza e rischio sono i tre driver principale dell’INNOVAZIONE. Innovazione che impone un cambiamento continuo. Innovare significa quindi poter CREARE e poter essere creativi. L’innovazione è facile quando si è pionieri, poi è più difficile: quando si ha successo, non si ha più “fame”.
L’obiettivo di Technogym di creare prodotti unici e irresistibili ha aiutato ad alimentare questo processo di innovazione continua. La crisi, da questo punto di vista, ha creato una forte discontinuità. Solo i VALORI possono dunque rendere eterna un’azienda. Per Technogym l’obiettivo è rimasto quello di rendere il wellness accessibile alle persone, obiettivo accompagnato dal credo che “stare bene conviene”, tanto alle singole persone, quanto alle comunità e agli Stati.
Si rumoreggia in questi giorni di un sondaggio promosso dal Ministero per la Funzione Pubblica (leggi: Brunetta) per accertare ufficialmente quante sono le auto blu in Italia: tante, decisamente, troppe. Se ne parla in un articolo di Repubblica (link qui). Solo il 26% degli enti interpellati ha finora risposto, portando le stime nazionali a 90 mila auto blu per un costo per la collettività di oltre 88 milioni di euro solo per finanziare le auto blu di questa piccola porzione (un quarto) del complesso degli enti locali.
Se la proiezione fosse corretta si potrebbe stimare che il parco macchine raggiunga la soglia (folle) delle oltre 350 mila unità, per un totale (stimato”) di circa 340 milioni di euro.
Si tratta di spese certamente folli, se si pensa che il più delle volte queste auto sono ferme oppure utilizzate per scopi personali e/o diversi da quella funzione propria loro spettante.
Delle 90 mila unità stimate:
Decisamente, decisamente NON CI SIAMO.
[DRAFT / BOZZA] WORK IN PROGRESS
Nei giorni scorsi, venerdì 19 e sabato 20 giugno ho avuto modo di partecipare all’evento unTHINKables (link qui) ospitato presso l’Università Bocconi.
Una due giorni intensa, tra interventi di relatori di spicco e workshop, momenti di incontro, dialogo e confronto tra generazioni diverse di bocconiani e non solo. L’evento era, infatti, aperto a tutti, per quanto sia innegabile che la quasi totalità dei partecipanti fosse legato alla Bocconi Alumni Association (a vario titolo, link qui) oppure ancora studenti.
Mattatore della due giorni è stato certamente il prof. Alberto Grando, Dean della Scuola di Direzione Aziendale (quella degli MBA, per intenderci), e certamente personaggio di una simpatia trascinante e irresistibile.
L’avvio dei lavori è affidato al tema ON STRATEGIES che ha visto salire sul palco John Elkann, introdotto da Mario Monti (Presidente dell’Università Bocconi), che ha presentato tutti gli unthinkables che hanno caratterizzato la sua vita fino a diventare Presidente del Gruppo FIAT. Personalmente ho trovato la sua relazione alquanto deludente: molto sentita, molto personale, e questo ci sta, ma quasi “costretta”. Sembrava quasi il tema gli dicesse poco o, più semplicemente, era la lingua italiana a frenarlo: sembrava davvero prendere tempo per tradurre i propri pensieri, mentre sui monitor del wall si succedevano le fotografie più significative del suo percorso.
La prima sessione SHIFTS, è stata invece aperta da Tito Boeri, stimato economista (quello de “la voce”, per intenderci, link qui) e professore alla Bocconi, che ha trattato il tema di “Vecchi e nuovi confini“, sottolineando come i confini del mondo siano mutati, sotto diversi punti di vista:
Non dimentica Boeri come le nuove tecnologie di informazione abbiano cambiato il mondo senza trascurare come nonostante siano una grande opportunità per i Paesi sottosviluppati ma anche fonti di grandi disuguaglianze. Attenzione anche ai “WINNER TAKE-ALL” nei mercati e nelle professioni, dove i migliori sono anche coloro che comunicano di più (e meglio) e ai crescenti problemi di COESIONE SOCIALE.
Conclude, Boeri, ponendo due questioni: La capacità dei Governi (sempre più indebitati) di affrontare queste questioni e il mercato dei TALENTI in un mondo inevitabilmente globalizzato.
Francesco Caio ha condotto la transizione “Verso un mondo iperconnesso“, sottolineando come siano cambiate anche le unità di misura da PPM (pagine per minuto) a LOC/secondo (Library of Congress per secondo), come i sistemi anche laddove non siano in banda larga siano comunque ALWAYS-ON e come le tecnologie trasformino le società solo quanto diventano pervasive. Oggi il microprocessore, aggiunge Caio, ha lasciato il pc e gli oggetti hanno capacità elaborativa, memoria e connettività.
I nuovi business saranno caratterizzati da connettività, RFid, GPS, da iPhone per intenderci. Pensare cose impensabili nel mondo del possibile è stato il fattore di maggior successo di Apple: la rivisitazione di tecnologie già esistenti. Rispetto agli SHIFTS e agli UNTHINKABLES, conclude Caio, la vera differenza la fa la testa umana quando le energie pensanti entrano in movimento.
C’è un forte bisogno di:
Andrea Guerra, Amministratore Delegato di Luxottica, ha invece affrontato il tema delle “Tough Choices” (scelte difficili, ndr). Guerra ha sottolineato come sia cambiata la geografia del proprio lavoro: negli ultimi 60 giorni è stato negli UAE, in India e in Cina, ma non è mai stato né a Roma, Francoforte o Parigi. Questo cambio nell’agenda è stato uno shift per tutti. Oggi è fondamentale avere successo in luoghi lontani, contesti difficili e culture complesse. L’obiettivo che si è proposto, nel lungo periodo, è di dare mestiere a persone che “sappiano scrivere su pagine bianche”. Lo SHIFT corrente muove dal Conto Economico per guardare allo Stato Patrimoniale: fondamentale è per le aziende avere solidità patrimoniale per guardare al lungo periodo anche sopportando perdite.
Lo SHIFT per le Risorse Umane (HR) vede le organizzazioni alla ricerca di cittadini del mondo, che sappiano comunicare con strumenti nuovi, perché ormai le organizzazioni lavorano su 24h di fuso orario. Anche la stessa tecnologia viene usata in modo diverso nei diversi Paesi. Lo SHIFT delle tecnologie digitali è anch’esso imprescindibile.
E’ un paio d’anni che mi stupisco di questo fenomeno, certamente non unico né raro, che avviene alle porte di Milano. Più precisamente parliamo del cavalcavia di Sesto San Giovanni, città protagonista dell’Italia del boom economico e dell’era industriale. Qui, tra le altre aziende, ha sede anche la Sony.
Sotto ai cavalcavia, e negli spiazzi attorno ai binari della ferrovia, nella stagione “calda”, si assiste alla formazione di accampamenti abusivi di senzatetto, in forma aggregata quasi fossero piccole comunità in movimento.
La zona è questa:
Visualizzazione ingrandita della mappa
Non è un fenomeno visibile dai passanti o dagli automobilisti ma solo (o quasi) dai macchinisti e dai passeggeri dei treni in circolazione sulla tratta (peraltro numerosi, essendo la tratta che collega Milano, Monza, Lecco, Como, la Svizzera e così via). Per questo motivo anche le foto che ho scattato appaiono sfocate e in movimento.
Di questi esempi, ve ne riporto un paio, facendomi portavoce di questo problema sociale che affligge, tra gli altri, questa italietta, ridotta sempre più a staterello di serie B.
I meno “fortunati” invece, hanno le tende direttamente sui prati.
Ogni tanto, in qualche mattina, si vedono le auto della polizia che eseguono gli sgomberi, ma poco dopo gli accampamenti si riformano, accendendo falò, montando tende e, naturalmente, abbandonando rifiuti.
Quando si parla di crisi, di immigrazione, di servizi sociali vorrei che si pensasse anche a questo. Dopo tutto, le nostre città, in fondo, ne sono piene.
Basta guardarsi attorno.
Basta alzare lo sguardo al finestrino.
[Bozza]
Quoto un recente articolo apparso su repubblica.it immaginando un botta a “risposta” ad alcune citazioni riportate.
I contenuti e i commenti, da intendersi come note di satira, come manifestazione del pensiero di natura personale e privo di intenti offensivi (cfr. link qui e qui).
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“C’è una maggioranza di Governo che è uscita rafforzata e con un mandato chiaro. Quindi, presidente, voi ora dovete veramente dimostrare di essere il Governo del fare” [Emma Marcegaglia - Presidente Confindustria]
–> Si ma fare, a patto di FARE BENE. Altrimenti, diventa un FARE SCHIFO.
“E’ nata la figlia del ministro Gelmini e la mia imposizione è stata: la chiamiamo Emma”. [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]
–> Chissà come saranno stati contenti i genitori. E dire che un tempo si utilizzavano i nomi dei nonni.
“[...] l’esecutivo non ha nel nostro assetto alcun potere” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]
–> Ok, ma se il Parlamento è desautorato (link qui e qui), e il governo non ha potere, chi cazzo governa?
“[Mio figlio, ndr] mi ha detto che la pubblicità in Italia è cominciata a risalire e questo è un indicatore importante di come sta andando l’economia”. [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]
–> Ottima notizia: ma glielo ha detto in quanto “papi”, in quanto azionista o in quanto capo del Governo? O_O
“C’è una selva di leggi che rende difficili le cose. Bisogna disboscare la selva delle leggi fiscali, arrivare a norma certe” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]
–> Già, le leggi sono inutili: tanto non le si rispetta
“Sulla giustizia penale vi parla il più grande imputato di tutti i tempi. Ho avuto più udienze, 2550 udienze, dei giorni che ho governato. Ho giurato sui miei figli che nessuno dei fatti che mi sono stati attribuiti, messi in campo per tenermi sulla griglia penale, sono veri” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]
–>Se le ipotesi investigative davvero fossero completamente prive di fondamento allora perché ricorrere alla prescrizione, all’indulto, al legittimo impedimento, etc. etc. etc.? non sarebbe più “onesto” presentarsi in aula e dire: “sono innocente?”
[ Chiede alla platea di alzare la mano se pensano di non essere mai stati intercettati: nessuno la alza. Gli chiede di alzarla se pensano di essere stati intercettati: la alzano tutti. NDR] “Vedete e non perchè avete scheletri nell’armadio, ma perchè al telefono si parla apertamente” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]
–> Beh stiamo comunque parlando di Confindustria, non dei carmelitani scalzi.
“Basta con i processi in tv”, in quella pubblica “pagata con i soldi di tutti i cittadini” [Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio dei Ministri]
–> Basta con la TV pubblica: è bene che tutto passi a Mediaset, dove da 20 anni va in onda FORUM e nessuno si è mai lamentato. Dopo Chiambretti, è già pronto il contratto destinato a Santoro per passare a Mediaset: condurrà Matrix al posto di Alessio Vinci
“Il modo giusto “è accelerare le riforme che possono aumentare la produttività. Farle quando c’è la crisi è più difficile, ma non c’è alternativa, o si fanno o ci sarà uno stress economico-finanziario”. Quali sono le riforme? “Sono quelle strutturali, fiscali e del mercato del lavoro”. [prof. Nouriel Roubinì - New York University]
–> Oh no! Questo è un professore criminoso: da notare che nelle riforme da mettere in cantiere ha citato il lavoro e si è “dimenticato” del presidenzialismo (link qui e qui). Ma chi lo ha invitato a parlare? Davanti a Silvio, poi?
“La Cisl e la Uil hanno approvato la flessibilità pur di innovare e investire. Non è normale il comportamento di chi ostacola, non è d’accordo e pone i propri veti” [Raffaele Bonanni - Segretario Nazionale CISL]
–> Qui le idee sono un po’ confuse: ma il sindacato non dovrebbe difendere i lavoratori anziché gli industriali? Io non ho mai visto la Confindustria prendere le parti dei cassaintegrati di Melfi o de La Asinara. E che dire di un sindacato che, anziché ESSERE D’ACCORDO, OSTACOLA? Che cattivello, direi pure criminoso
“Noi dobbiamo liberare il lavoro e lo dobbiamo fare soprattutto in un Paese come il nostro dove è stato caricato da un sovraccarico ideologico” [Maurizio Sacconi - Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali]
–> già, dobbiamo liberare il lavoro dai LAVORATORI e al loro posto metterci degli schiavi, e che ringrazino se lavorano e vengano pagati. Il precariato è un bene no? (cfr. Tremonti, link qui)
“Organizziamo insieme una difesa della cultura del lavoro rispetto a quel nichilismo che purtroppo dagli anni Settanta, dai peggiori anni della nostra vita per coloro che li hanno vissuti, si è diffuso con effetti perversi negli ambiti dell’educazione in modo particolare, oltre che nell’editoria e nella magistratura [...] che si siano infrattati in questi ambiti lavorativi per una scelta molto più banale: sempre meglio che lavorare”. [Maurizio Sacconi - Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali]
–> Una premessa doverosa: si potrebbe dire lo stesso di certi politici. Poi perché solo nell’editoria e nella magistratura? Non possono essere nell’edilizia, nella finanza, nella grande distribuzione, nei mezzi di comunicazione di massa? Ops, casualmente tutti questi settori hanno un denominatore in comune: chissà chi è.
[Bozza]
Ci fu un tempo in cui S. si era intrattenuto con Noemi (link qui e qui). Poche settimane prime c’è stato il terremoto in Abruzzo, per chi non ricordasse (link qui).
Ebbene sì, da oltre un anno, tra Abruzzo e protezione civile (link qui) si inizia a parlare di escort e di strani giri attorno a personaggi di spicco della politica e del “potere” (link qui).
A volte si potrebbe dire che “ritornano” (link qui) ma decisamente non è questo il tempo e il luogo.
Quello che suona strano e ripensare agli ultimi 12 mesi. L’estate scorsa, infatti, si iniziò a parlare di appalti truccati nella sanità pugliese e un giro di escort che coinvolsero anche il primo ministro (link qui, qui, qui e qui. E anche qui).
Lo stesso Silvietto viene duramente contestato da una componente forse (e influente) della Chiesa cattolica che ne contesta la condotta immorale. Neanche la “perdonanza” (link qui e qui) può salvarlo dall’astio cattolico che conduce anche allo scontro per il direttore (di allora) dell’Avvenire (link qui). Per poi concludersi con la ritirata di Vittorio Accusatore (link qui e qui).
Poi, a ottobre, scoppia, guarda caso, lo scandalo a sinistra, con il governatore della regione Lazio scoperto ricattato dai carabinieri per un video scandalo in compagnia di transessuali (link qui, qui e qui). Il buon Piero viene, casualmente, contattato da una serie di personaggi tra cui Lui, il solito, beneinformato (e pure troppo) Silvietto che casualmente è sempre in mezzo (link qui) da vero deus ex machina.
Nel frattempo, l’anno nuovo si apre con alcune intercettazioni su alcuni punti oscuri legati alla protezione civile (link qui, qui e qui).
Di recente, invece, lo stesso sistema ha coinvolto la sinistra, con l’arresto dell’ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Frisullo (link qui e qui).
In tutto questo, è stato accantonato il fattore Chiesa, che pure torna alla ribalta: lo scandalo pedofilia (link qui, qui, qui e qui). Altre rivelazioni su l’Espresso (link qui).
A questo punto ci si potrebbe chiedere cosa sia la morale e quale valore possa avere. Si tratta, infatti, di un sistema a immoralità diffusa in cui ci si copre le spalle a vicenda.
Non per nulla, in pieno attacco internazionale per lo scandalo dell’insabbiamento dei casi di pedofilia, la Chiesa si schiera apertamente a favore del centrodestra sotto elezioni (link qui e qui) poi mitigate (link qui) e in cambio riceve una prova di fede e protezione dal leader di tale coalizione (link qui). E’ il marketing del consenso, che tutto ha di curioso e, a tratti, di raccapricciante.
Quale modo migliore per affrontare gli scandali senza sorriso e senza timori? Semplice: non essere i soli e, magari, essere quello “meno peggio”. In fondo, l’inno di Italia, quello vero e non ufficiale è siciliano, e si conosce: “Futti futti, chiuddiu pidduna tutti”.
Ricapitolando:
[Bozza]
E’ quel che si potrebbe pensare dalle ultime news sulle prime proiezioni delle dichiarazioni dei redditi 2009 (periodo di imposta 2008).
Ne da un estratto, tra gli altri, Repubblica (link qui). Metà degli italiani dichiarerebbe meno di 15mila euro. Circa il 65% (due terzi) dichiara meno di 20mila euro. E i redditi sopra i 100mila euro sarebbero privilegio dello 0,1% della popolazione.
Ora dovremmo incrociare questi dati con le categorie professionali (dirigenti, quadri, impiegati, operai etc.) per vedere se le percentuali (deflazionate dall’effetto della crisi sul 2008) effettivamente siano realistiche o verosimili. In caso contrario, come temo, bisognerà prendere atto del solito “italian job”. Qualcosa non va e bisogna intervenire al più presto. Senza scudi e senza tende.
E’ tempo che lo Stato, torni ad essere tale.