Cito un felice ritornello del grande Elio (link qui) per un breve commento al neo insediato (e fiduciato, link qui) governo Monti.
Per carità, Monti è uno stimato professionista, dall’alto profilo e con una grande esperienza, e ha saputo circondarsi di ottimi collaboratori, con un curriculum di tutto rispetto, per quanto sia evidente l’assenza di profili giovani, e questo è già un primo punto di pessima italianità. Confido nelle nomine delle seconde linee (sottosegretari, esecutivi, etc.).
Mi lascia perplesso, e non ne faccio mistero, la nomina di Corrado Passera (link qui) come Ministro per lo Sviluppo Economico con delega alle Infrastrutture (link qui). Mi lascia perplesso perché, ammesse le indubbie capacità manageriali della persona (ex CEO di Banca Intesa, Poste Italiane, L’espresso, etc.) è un personaggio in aperto conflitto di interessi.
Banca Intesa è una delle principali banche italiane. Gestisce assets per decine di miliardi di euro, e tramite la controllata Banca Infrastrutture, Innovazione e Sviluppo (guarda caso, link qui) è una banca molto attiva nel settore della pubblica amministrazione, in particolare nel finanziamento agli enti locali (comuni, province, etc.). Banca Intesa ha svolto un ruolo di primo piano nell’affare Alitalia col piano “FENICE” (era il 2008, link qui) ma quello per cui ho il dente avvelenato è la succosa torta dell’alta velocità ferroviaria.
Trenitalia sarà a breve un ex monopolista delle ferrovie, e come tale è costretta a subire la concorrenza dei privati che potranno offrire il servizio ferroviario ad alta velocità. La Nuovo Trasporto Viaggiatori (NTV link qui) è una compagnia che ha già fatto parlare di sé, anche per la visibilità dei suoi soci, Della Valle e Montezemolo soprattutto, e ovviamente per il cospicuo investimento (miliardi di dollari) che ha dovuto affrontare. Finanziamento, non a caso, sostenuto anche contraendo ingenti debiti con il Gruppo Banca Intesa, guidato dall’allora CEO Passera (oggi Ministro, sì, è la stessa persona).
Per le prime malignità sulla NTV vi rimando al Fatto quotidiano (link qui).
Qualche tempo fa Montezemolo ha lamentato un “presunto” comportamento scorretto da parte del gestore nazionale delle ferrovie che sembrerebbe voler rallentare l’ingresso di NTV sul mercato attraverso l’arma più potente in mano alla pubblica amministrazione: la burocrazia. Le nuove regole (link qui e qui) sembrerebbero imporre adempimenti eccessivi ed onerosi a un potenziale nuovo entrante e questo rappresenterebbe una tra le più classiche barriere all’entrata (per una sintesi, link qui) istituzionali.
A ben vedere, le nuove regole impongono solo ai privati di dotarsi di mezzi di pronto intervento e sicurezza. Si tratta di una scelta corretta e condivisibile, poiché se più attori operano sugli stessi binari, se al primo capita un imprevisto questo causerà ritardi a catena a tutti gli altri operatori. Un’alternativa possibile, potrebbe essere quella di istituire un agente unico nazionale per l’assistenza ferroviaria, magari la stessa RFI che gestisce la rete. Equivale a dire: ti si ferma il treno? Un “carro attrezzi” speciale (o meglio, un rimorchiatore) ti toglie dalla linea liberano lo slot per il treno che viene dopo. Viaggiando a 300 kilometri all’ora questa è un’operazione molto delicata e richiede prontezza di intervento, capacità di problem solving, e, soprattutto, disponibilità di mezzi e di vie di fuga. Credo che l’ultimo appunto sia quello più carente di tutto il progetto.
Ne sentiremo parlare ancora, potete starne certi.
Ora veniamo al possibile intervento del neo ministro Passera. Dietro al mantra della liberalizzazione delle tratte, imposta anche dalle norme dell’Unione Europea, il neo ministro potrebbe operare una più spinta deregulation, o per meglio dire, laissez-faire, tale per cui, per agevolare l’ingresso dei privati, faccia rimuovere questi maggiori e onerosi requisiti. I risultati per i suoi ex soci (Banca Intesa, Montezemolo, Della Valle, Ferrovie Francesi SNCF) sarebbero notevoli: subito pronti a partire.
Cosa accadrebbe in caso di guasto? Che andarci di mezzo sarebbero solo i passeggeri. Un po’ quello che succede quando si guasta la linea telefonica: è sempre telecom italia a fornire assistenza col proprio personale, anche se magari siete clienti di un altro gestore. In caso di guasto o di richiesta di intervento, semplicemente, dovrete aspettare più tempo perché ovviamente, il gestore della rete favorirà (o darà priorità) prima le sue necessità e poi quelle altrui. Si chiama business, che credete?
Naturalmente, a fronte dei miliardi di euro investiti, NTV avrà tutto l’interesse ad anticipare l’esercizio operativo senza preoccuparsi troppo delle misure di sicurezza in caso di guasto: tanto ci sarà, ancora una volta, qualcun altro (lo Stato, sotto varie accezioni) che interverrà in suo favore.
Quanta malignità in queste parole, eh? Staremo a vedere. Diceva qualcuno che i santi stanno solo in paradiso e, forse, il paradiso dei banchieri ancora non esiste.